Intelligenza artificiale, arriva il robot assistente dell’insegnante

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Dino Galuppi,  La Tecnica della scuola  30.9.2016

Thinking Robot --- Image by © Blutgruppe/Corbis

Thinking Robot — Image by © Blutgruppe/Corbisa

– Finalmente i colossi della tecnologia si coalizzano, uniscono le forze, per “guidare” gli sviluppi sull’Intelligenza Artificiale.

La Silicon Valley che “conta” si unisce per dare vita ad una partnership sull’intelligenza artificiale, per perfezionare la comprensione del Pubblico su questo nuovo orizzonte tecnologico e per creare degli standard metodologici.

Già da qualche anno applicazioni di intelligenza artificiale hanno fatto capolino sui nostri usi quotidiani; basti pensare agli assistenti vocali (il Sirio di Apple per intenderci), il riconoscimento delle immagini, programmi per traduzioni simultanee e applicazioni ed utilizzi nel campo della Medicina.

Ma è solo l’inizio. Le capacità di questa nuova tecnologia sono in pieno sviluppo aprendo di fatto scenari sconosciuti all’orizzonte.

L’alleanza tra i super colossi della tecnologia nasce proprio con l’obiettivo di perfezionare la comprensione di queste qualità super umane e di creare uno standard a beneficio di tutti i possibili utilizzatori.

Google con la società sussidiaria Deep Mind, Facebook, Amazon, IBM e Microsoft tutti insieme dunque per il programma chiamato “Partnership on Artificial Intelligence to Benefit People and Society” per fare” ricerca, raccomandare i metodi migliori, pubblicare apertamente la ricerca su materie come etica, parità, inclusione, trasparenza, privacy, interoperabilità; collaborazione tra le persone e i sistemi di AI; credibilità, affidabilità e robustezza della tecnologia” cosi come cita testualmente il Guardian.

La coalizione sarà presieduta da Eric Horvitz, capo di Microsoft Research, e il co-fondatore di DeepMind, Mustafa Suleyman. Fuori dai giochi al momento Apple, anche se sembra che le trattative per entrare nella partita siano ancora aperte. Non sarebbe comunque la prima volta che il colosso della Mela si defili da alleanze di questo tipo preferendo percorsi solitari.

Non sarà solo un tavolo tecnico, saranno presenti infatti filosofi ed esperti di etica per monitorare gli impatti di questa innovazione sulla vita di tutti i giorni e sull’automatizzazione del lavoro umano, ma anche per affrontare temi relativi alla sicurezza e l’assistenza sanitaria.

Come afferma Suleyman, “stiamo lavorando sulla IA perché crediamo nella sua capacità di trasformare il nostro mondo e il suo impatto positivo dipenderà non solo dalla qualità dei nostri algoritmi, ma anche dalla quantità di discussione pubblica (…) per garantire che il maggior numero di persone possa comprendere e beneficiare dell’Intelligenza Artificiale”.

Grande attenzione verrà posta anche a possibili violazioni dei diritti umani ed all’uso indiscriminato di questa tecnologia.

Un’alleanza destinata ad allargarsi in futuro, perché c’è l’intenzione di invitare diversi gruppi e laboratori di ricerca per incoraggiare e fare sinergia sui tanti studi avviati nel settore.

La stessa Google ha aperto da tempo il suo modello di analisi in logica open source, a ricercatori e sviluppatori interessati nell’estrapolare informazioni, traduzioni e altre applicazioni che riguardano la comprensione del linguaggio naturale con l’obiettivo di arrivare ad una percentuale di accuratezza del 90% che ne consentirà il massimo utilizzo in tutte le lingue e contesti.

Sono tanti gli sviluppi dell’IA relativi a formazione ed insegnamento. Nei prossimi anni, potremmo assistere a robot che fingeranno da assistenti degli insegnanti, pronti a rispondere a qualsiasi domanda di alunni particolarmente curiosi. O di macchine in grado di raccontare una favola o insegnare il gioco degli scacchi.

Oggi gli studi su IA vanno oltre quello che era la definizione iniziale cioè della capacità di un computer di svolgere funzioni e compiere ragionamenti tipici dell’uomo. La nuova frontiera è quella del Deep Learning, ovvero l’apprendimento profondo, basato su diversi strati di reti neurali che consentono all’AI di incamerare e organizzare dati su livelli progressivi.

Tutto questo porterà alla nascita di nuove professioni come il selezionatore di robot, che sarà il consulente in grado di suggerire il modello giusto di macchina a seconda degli utilizzi specifici della singola famiglia.

Altra figura che potrebbe nascere potrebbe essere quella del semplificatore in grado di razionalizzare i processi all’interno dei tanti dati ed informazioni che si avranno a disposizione.

Insomma tante opportunità di nuove professioni che dovranno però essere formate. Ancora una volta la scuola gioca un ruolo fondamentale: sia come entità che dovrà cambiare le proprie metodologie didattiche con l’introduzione dei robot, sia come formatori degli specialisti del futuro.

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