Invalsi. Rapporto sul funzionamento delle scuole: docenti meno assenti al sud, ma al nord più industrie per effettuare l’alternanza

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Orizzonte Scuola,  31.10.2016

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– L’Invalsi ha pubblicato il Rapporto “I processi e il funzionamento delle scuole”, contenente i dati relativi al Questionario Scuola e alle sperimentazioni VALES e VM, presentati il 25 ottobre scorso.

Secondo tale rapporto, sarà possibile avviare interventi differenziati in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di scuola e promozione di azioni di discriminazione positiva.

Ci sono dati molto interessanti che emergono dal rapporto su varie tematiche. Eccone alcuni: hanno partecipato al questionario il 99% delle Istituzioni scolastiche statali di I ciclo e il 98% delle Istituzioni scolastiche statali di II ciclo.

Il 4% delle scuole del I ciclo e il 9% del II ciclo non dispone di alcuna palestra.
Le scuole del I ciclo hanno mediamente da 2 a 3 palestre, tuttavia non tutte le sedi dispongono di una palestra (Italia 78,5%).
Le scuole del II ciclo hanno mediamente da 1 a 2 palestre. Il 31% delle scuole non ha una palestra per sede.

Nelle scuole del I ciclo mediamente è presente 1 laboratorio ogni 100 studenti; nel passaggio al II ciclo ci sono quasi 2 laboratori ogni 100 studenti.
Nelle scuole del I ciclo nel Nord Est e nel Nord Ovest vi è una più alta presenza di laboratori: il 50% ne ha da 1 a 2 ogni 100 studenti.
Nelle scuole del Sud e Isole del II ciclo si registra un numero superiore di scuole (35%) in cui sono presenti più di 2 laboratori ogni 100 studenti.

Il patrimonio delle biblioteche scolastiche delle scuole del I ciclo è di circa 3.400 volumi, mentre quello del II ciclo è di 7.140.
Il 90% delle scuole del I ciclo dichiara di avere una o più biblioteche, seppur con alcune differenze tra le scuole del Sud (84,7%) e del Nord Est (94,1%).
Il 94,8% delle scuole del II ciclo dichiara di avere una o più biblioteche. Le differenze tra aree geografiche sono contenute.

La partecipazione delle famiglie è maggiore nel I ciclo (23% circa I ciclo,10% circa II ciclo) e nel Sud del paese (28% circa I ciclo; 13% circa II ciclo).

Il contributo volontario delle famiglie è maggiore nelle scuole di II ciclo e nel Nord del paese (mediamente 80 euro II ciclo e 14 euro I ciclo), mentre nel Sud e Isole il contributo è più basso (29 euro circa II ciclo e 6 euro I ciclo).

Nelle regioni del Sud il 24% delle scuole di I ciclo e il 20% delle scuole di II ciclo dichiara di non aderire ad alcuna rete di scuole (Italia 14% circa)
Nel Nord Est il 40% delle scuole di I ciclo e il 46% di quelle del II ciclo dichiara un’alta partecipazione alle reti.

Gli studenti delle scuole del Nord Est e del Nord Ovest hanno una scelta più ampia di aziende in cui svolgere percorsi di alternanza scuola-lavoro, infatti Le scuole che hanno stipulato un alto numero di convenzioni (più di 72) sono quasi il 40% nel Nord Est.

Per arricchire l’offerta formativa le scuole propongono attività aggiuntive nelle normali ore di lezione (62% primarie, 52% sec. I gr., 37% sec. II gr.)
Molte scuole propongono attività in orario extrascolastico (52% primarie, 82% sec. I gr., 90-97% sec. II gr.)
Poco diffuso l’uso di una quota del monte ore annuale per aggiungere nuove discipline e attività (tranne negli istituti professionali 38%).
Quasi mai le scuole riducono i minuti di lezione per ricavare ore aggiuntive (2-6%). Emerge una tendenza per modalità orarie tradizionali.

Mediamente in Italia si registra il 5% di ore di assenza, l’ultimo dato è quello di ottobre 2014.
Nel Centro Italia gli insegnanti fanno in media più ore di assenza che nel resto d’Italia.
Al Sud gli insegnanti fanno meno ore di assenza, ma si ricorre meno all’utilizzo di altri docenti per coprire le ore scoperte.
Per il primo ciclo in particolare nel Lazio si riscontrano livelli medi percentuali più elevati di ore di assenza (5,8% nella primaria, 7% nella secondaria di primo grado).
Nella scuola secondaria di secondo grado nei i licei (6,2%) e in particolare in quelli del Centro Italia (9%) si registra una più alta percentuale di assenze rispetto ai tecnici (4,9%) e ai professionali (5,1%).

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