Invalsi, un prof su dieci boicotta le prove di valutazione

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Balzo indietro dopo il record dello scorso anno nelle rilevazioni
degli apprendimenti nelle scuole elementari. Giovedì la prova di matematica

  Il Corriere della Sera  7.5.2015

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La protesta dei professori contro la riforma in discussione alla Camera affossa le prove Invalsi. Meno dieci per cento di partecipazione rispetto all’anno scorso. La prova di italiano delle classi seconde e quinte della scuola primaria è comunque valida e si attesta sull’88,53 per cento (quinte) e sull’89,18 per cento (per le seconde). Ma l’anno scorso la partecipazione delle classi e dei loro prof alla prova di valutazione annuale degli apprendimenti dei ragazzi era stata praticamente totale: 99,11 per cento, un risultato che oggi resta un record.

Che cosa ha spinto a fare marcia indietro un insegnante su dieci? Al ministero non hanno dubbi: le proteste di questi giorni, le tensioni sindacali, la decisione di far slittare la prova, che era stata prevista per il 5 maggio, giorno per il quale successivamente era stato indetto dello sciopero degli insegnanti. Infine tutta la discussione sulla valutazione, sui poteri dei presidi e sulla riorganizzazione interna delle scuole e del lavoro degli insegnanti hanno avuto un effetto collaterale negativo anche sulle prove Invalsi, partite tra le proteste nel 2008. Dopo il record dell’anno scorso quest’anno il passo indietro (la protesta è guidata dal Cobas) della prima tornata di prove fa accendere i riflettori anche sulle rilevazioni della settimana prossima nelle scuole secondarie di primo grado.

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