Iscrizioni in calo al classico, spia di un’inquietudine

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di Gianna Fregonara,  Il Corriere della Sera  14.7.2015.  

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Sette aspiranti liceali, su quasi ventimila abitanti. E così quest’anno, a meno di un insperato ripensamento dell’Ufficio scolastico del Piemonte, Domodossola non avrà la classe prima del suo storico liceo classico. Per aiutare i sette ragazzi che vorrebbero studiare greco e latino, a giugno si erano messi in prima linea anche i genitori iscrivendosi in massa nella classe dei figli: ben nove di loro hanno pagato le tasse (120 euro) e hanno promesso ai figli e ai giornali locali che avrebbero anche seguito le lezioni pur di garantire la classe.

L’ipotesi di una classe con i genitori naturalmente è svanita subito e ora dall’Ufficio scolastico, in attesa di una decisione finale sul futuro del liceo Spezia e dei ragazzi del primo anno, hanno comunque consigliato alle famiglie di prendere in considerazione altri corsi di studio. Oppure di immaginare di far «pendolare» i quattordicenni fino a Verbania, una quarantina di chilometri, dove c’è il liceo classico più vicino.

La soluzione spetterà alle famiglie e ai funzionari del ministero: salvare il liceo o unire le forze con Verbania, trovando un modo di accompagnare i ragazzi nei loro viaggi quotidiani, o magari inventarsi una sezione unica con il linguistico?

Ma la domanda che le sette iscrizioni pongono è un’altra, e non riguarda solo Domodossola. Quale è oggi un curriculum degli studenti, quello cioè che bisogna studiare per essere buoni cittadini ma anche per immaginare la propria vita dentro il mercato del lavoro, adatto al mondo di oggi?

Purtroppo questa non è una priorità nella discussione e nelle attività di riforma della scuola. La crisi del liceo classico nelle immatricolazioni è evidente da anni, soprattutto nelle Regioni del Nord. Non è un vezzo, non è pigrizia (almeno non sempre). È l’unico modo che hanno i ragazzi per far sapere che forse qualcosa andrebbe ripensato, che bisognerebbe discutere senza pregiudizi di quello che si studia a scuola e di quello che si dovrebbe studiare. Non per buttare la cultura classica ma per salvarla.

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