Ispezione e formazione dei buoni docenti

metro_logo15

 di Evelina Piscione 

Sit-in dei precari della scuola del Mida e di Adida a Montecitorio

Vogliamo dare fiducia e credere che il governo abbia davvero a cuore una buona scuola e che la novità più rilevante del ddl di riforma, la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi, sia motivata da questa buona intenzione. A detta del governo la riforma mira ad attuare la necessaria valutazione dell’attività educativo-didattica, le cui esigenze e finalità variano da scuola a scuola: questo il senso della formazione di una squadra ad hoc. In sintesi, a detta del governo, si vuole garantire la qualità, secondo il principio dell’autonomia scolastica.   

Se questi fossero i veri principi guida del ddl, dieci e lode per le intenzioni! Ma rimane lo zero spaccato per le modalità con le quali attuarle.

Proviamo a spiegare perché il metodo della chiamata diretta non va bene per migliorare la qualità della scuola italiana e non andrebbe bene neppure se avessimo – e non li abbiamo – dirigenti scolastici formati e capaci di svolgere questo ruolo di ‘sindaci’ delle comunità educative. Cosa succederebbe, infatti, alla scuola italiana? Semplicissimo: si formerebbero alcune ottime scuole, con un personale scelto dai presidi più in gamba e più veloci nel selezionare la squadra, e tante scuole di livello ovviamente decisamente inferiore. Il tutto bloccato da un sistema che solo apparentemente favorirebbe la flessibilità legata al merito ma che invece, lasciando tutto nelle mani del preside, finirebbe per irrigidire la composizione del corpo docente. È di questa inequalità, per usare un termine caro a Papa Francesco, che la nostra scuola ha bisogno?

Non si tratta ‘soltanto’ di ledere la libertà d’insegnamento dei docenti e la dignità del loro lavoro, sottoponendoli all’arbitrarietà della chiamata dei dirigenti scolastici, si tratta evidentemente di modificare il senso dell’istruzione come funzione pubblica. Il progetto effettivamente perseguito è quello di avere finalmente alcuni istituti di formazione di serie A anche a costo di squalificare la maggioranza delle scuole, confinandole a ranghi inferiori: UNA buona scuola su mille!

Se davvero si volessero attuare i sani principi di promuovere la qualità del servizio pubblico scuola e dell’autonomia scolastica, le strade dovrebbero essere altre. Primo: ri-valutare la funzione docente con un salario degno. Secondo: promuovere la ricerca universitaria sulla didattica ed una relazione organica tra scuola ed università. Terzo: istituire un sistema di ispezione e formazione dei docenti, affidato a personale esterno alla scuola di appartenenza. Potrebbe essere, peraltro, un ottimo modo per utilizzare le competenze di insegnanti esperti ed ‘anziani’, e ringiovanire l’organico della scuola.

https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-mattarella-appello-al-presidente-mattarella-sull-incostituzionalit%C3%A0-della-chiamata-diretta-dei-docenti-della-vera-scuola-pubblica?recruiter=56563112&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_page&utm_term=des-lg-supporter_signature_milestone_email-custom_msg&fb_ref=DefaultIll.mo

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl