La beffa del Bonus Merito, i fondi non arrivano e al Miur non sanno perché

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Oggiscuola  3.11.2016

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– Lo chiamano Bonus Merito: un premio dato ai docenti sulla base di una valutazione effettuata dai dirigenti scolastici. Un primo inizio di meritocrazia, introdotto dalla Buona Scuola. Come molte cose della riforma renziana, però, è rimasta sospesa. Producendo, anzi, situazioni grottesche.

A oggi, infatti,  gli insegnanti, destinatari del premio assegnato loro dai rispettivi dirigenti scolastici, non hanno ancora ricevuto alcuna somma. Il Miur da parte sua ha fatto sapere di non essere in grado di dare informazioni su tempi e modalità di emissione dei fondi necessari. Per alcuni tecnici ministeriali il ritardo sarebbe dovuto all’acquisizione del parere dell’Avvocatura dello Stato. Avvocatura coinvolta perché sulla materia pendono ricorsi giurisdizionali riguardanti i criteri di distribuzione del bonus.

Per altri esperti del Miur la motivazione, per cui non è dato sapere dei ritardi relativi all’erogazione del bonus, è che nella  gestione di tale somma sono coinvolti, oltre alla Direzione generale per le risorse umane e finanziarie, anche altri settori del Ministero con cui si sta cercando una risolutiva concertazione. Per i docenti, in ogni caso, una beffa.

La valutazione degli insegnanti, com’è noto, è iniziata lo scorso anno scolastico. I dirigenti, sulla base dei criteri prefissati dal Comitato di valutazione, hanno individuato i “meritevoli”, ai quali deve essere attribuita una determinata somma, variabile in base ai fondi ricevuti in merito dalla scuola e in base alle scelte del dirigente di premiare più o meno insegnanti.

Ma se tutto il meccanismo premiale cade proprio sull’ostacolo più grosso, ovvero i soldi, come si potrà continuare? Una domanda ovvia, ma che al Miur non trova risposta

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