La buona scuola di Renzi sarà una scuola corrotta?

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  La Tecnica della scuola  Martedì, 05 Maggio 2015

E’ la domanda che si pone Luigi Gallo, deputato del M5S. Stando alle ultime dichiarazioni Renzi non sembra intenzionato a fare passi indietro. Ma a questo punto cosa potrà e dovrà fare il sindacato?

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Bisogna fare in fretta ed ignorare le proteste, il ddl deve essere approvato entro il 19 maggio.
Poi al Senato sarà blindato dal solito ed immancabile voto di fiducia. E la riforma della scuola è servita, con gli albi professionali e i presidi sindaci, che non si è ancora capito che razza di presidi siano. Intanto
il dibattito in Parlamento si fa serrato e in alcuni casi non si risparmiano le forti critiche alla “Buona Scuola di Renzi”. Ieri il deputato del M5S Luigi Gallo, ha chiuso il suo intervento in aula dicendo testualmente: “La Buona scuola di Renzi sarà una scuola corrotta”.
Ci piacerebbe sapere, da i nostri lettori, se questa affermazione, fatta dall’on. Luigi Gallo, così dura e così forte, possa in qualche modo essere considerata una triste e sconveniente realtà. Ci sono alcuni passaggi dell’intervento di Gallo che fanno riflettere sullo stato dell’arte di questa legge. Il deputato del Movimento 5 Stelle denuncia che “il disegno di legge sulla scuola è stato collegato al documento di economia e finanza in itinere, si voterà a breve una ghigliottina di tutti gli emendamenti dell’opposizione, ne resteranno solo 48, cioè due per ogni articolo”.
Nella sua chiara denuncia, il parlamentare Gallo continua ad informare che “esiste un articolo, che è l’art. 21 del ddl 2994, in cui il Governo si è riservato 13 deleghe importantissime. Tra queste 13 deleghe c’è quella sulla governance della scuola, sulla valutazione e formazione dei docenti, sugli studenti e sul testo unico ed anche sull’orario di lavoro dei docenti”.
La denuncia del rappresentate del Movimento 5 Stelle continua in modo appassionato, dicendo che “resterà la chiamata diretta dei docenti da parte del dirigente scolastico, attingendo dagli albi professionali, aprendo così le scuole alle clientele e alla corruzione”.
Gallo conclude parlando di modello renziano dei nominati , infatti dopo la provincia dei nominati, il Senato dei nominati e la Camera dei nominati, si arriva alla scuola dei docenti nominati dal dirigente scolastico. La disamina fatta dall’on. Gallo è amara realtà o un eccesso di dialettica politica? Una cosa però è ormai chiara a tutti: “Dopo l’imponente sciopero di oggi, si può certamente dire che questa non è assolutamente una riforma condivisa e che per un anno, in cui si è parlato di un’altra Buona Scuola, gli insegnanti sono stati presi in giro”.
E poi c’è un’ultima curiosità: “Quali saranno le mosse del sindacato, adesso che Renzi ha deciso di andare avanti spedito fino al traguardo?”.

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