La Buona Scuola? La salvano gli insegnanti. Gli italiani bocciano la riforma

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Oggiscuola  16.10.2016

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– La Buona Scuola? La salvano gli insegnanti. La riforma renziana non ha prodotto nell’opinione pubblica quel risultato che il governo sperava. Se il fonte interno è in rivolta, con migliaia di docenti che passano attraverso le aule del tribunale per ottenere dei diritti a parer loro lesi dalla legge, quello esterno è scettico. Gli italiani insomma, che vi lavorino, che ne usufruiscano per i propri figli o che la osservino soltanto, non hanno per nulla una valutazione positiva della nuovo scuola voluta da Renzi.  È ciò che emerge dal sondaggio di Demos-Coop condotto negli ultimi giorni. Certo, l’istituzione scolastica continua a suscitare grande fiducia, come dichiara oltre metà (52%) degli italiani (intervistati). Tuttavia questo dato appare in calo (4 punti in meno), rispetto all’anno scorso. Tanto più rispetto al decennio precedente: oltre 10 punti. Insomma, la scuola resta al centro dell’interesse dei cittadini. Ma, rispetto al passato, suscita qualche dubbio in più.

Il prestigio della scuola pubblica, tuttavia, continua a essere elevato, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord. Molto meno nel Mezzogiorno. Orientamenti che riflettono un diverso livello di efficienza, certificato da sistemi di valutazione nazionali ed europei. Tuttavia, se la scuola “soffre” un declino di fiducia fra i cittadini non è certo a causa “dell’insegnamento degli insegnanti”. I quali mantengono un prestigio sociale elevato. Su tutti, i professori universitari, “stimati” dal 64%. Seguiti dagli insegnanti delle elementari. Ma tutti i docenti di ogni ordine e grado ottengono risultati lusinghieri: non è colpa loro se l’immagine della scuola si è appannata. Tanto che la maggioranza degli italiani ritiene maestri e professori “preparati” ma prevalentemente “sotto-pagati”. E condivide la protesta dei docenti ai quali la “Buona scuola” ha assegnato sedi lontane dalla regione dove risiedono.

Il deficit di fiducia nella scuola che si osserva negli ultimi tempi, secondo gli italiani, dipende, invece, dal deficit di investimenti pubblici. Gli edifici scolastici, infatti, secondo due persone su tre, sono inadeguati e, ancor più, insicuri. Ma il primo fra i problemi denunciati dagli italiani (intervistati) è la mancanza di risorse per la didattica. Infine, ma non per importanza, l’indagine di Demos-Coop sul rapporto fra gli italiani e la scuola fa emergere un rilievo auto-critico, per gli intervistati. Il peso crescente e perfino eccessivo dei genitori, di fronte agli insegnanti. In difesa dei figli. Un altro segnale e meccanismo del familismo dis-educativo diffuso in Italia.

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