“La Buona Scuola? Riforma dai mille pregi Gli insegnanti non vogliono essere giudicati”

espresso_logo2015

“Smettiamola di credere che tutti i docenti siano bravi e tutti i presidi fascisti”. Parla Mario Rusconi, vicepresidente dell’associazione presidi, e difende la norma di Renzi. Ma avverte: per le nuove assunzioni il 2015-2016 è già andato

di Roberta Carlini,  l’Espresso  21.4.2015

valutazione_04

A suo tempo il ministro Berlinguer venne mandato a casa proprio quando provò a introdurre uno straccio di valutazione. Ma per loro vale Caterina Caselli: nessuno mi può giudicare, eccetera. Invece sarebbe ora di cambiare: l’Italia, come la Grecia, è tra i pochissimi Paesi dell’Ocse in cui né i presidi, né gli insegnanti, vengono valutati. Ed è indecoroso, è indecente”.
Mentre i sindacati preparano lo sciopero epocale del 5 maggio contro la “Buona scuola”, Mario Rusconi, vicepresidente dell’Associazione nazionale presidi, nell’occhio del ciclone per via di quella norma che vuol aumentare i poteri alla sua categoria, dando per esempio il diritto di scegliere gli insegnanti dagli Albi regionali, difende senza timori una riforma che “ha mille difetti, ma milleuno pregi”.

Immagino che la questione dei presidi-sceriffi la consideri una novità positiva.
“Intanto proviamo a uscire dalla visione manichea per cui gli insegnanti sono tutti bravissimi, e i presidi tutti cattivi e fascisti. Io nella mia lunga carriera ho conosciuto insegnanti che hanno rovinato intere generazioni di studenti, e presidi che hanno fatto altrettanto con le loro scuole. Per cui partiamo da noi. Nella riforma di Renzi si prevede che i presidi siano valutati: è una bella novità. E che siano anche licenziati, se è il caso: bene anche questo. Però ritengo positivo non il cosiddetto preside sceriffo, ma dare maggiori competenze al preside in quanto garante dei risultati della scuola. Perché io, per garantire sui risultati, devo poter valutare le persone che questi risultati portano avanti. Anche i leader sindacali si scelgono la propria squadra, no?”.

Dicono che così si finirà per fare delle scuole feudi personali, dove invece che per merito si proceda per preferenze, parentele.
“Io comprendo le proteste: si pensa che lo Stato non sia in grado di garantire la bontà delle istituzioni, percepite come corrotte. Però: lei lo sa come funziona ora? I presidi non hanno competenze sugli insegnanti. Io, da preside, ho avuto una professoressa di filosofia che diceva in classe che Hitler era una brava persona. Un’altra che raccontava di aver girato il Sud America con Che Guevara: e passi per Che Guevara. Ma diceva pure che l’America l’avevano scoperta gli egiziani, che erano approdati in Brasile. Avevo migliaia di esposti. E sa cosa può fare un preside in questi casi? Niente”.

Beh può chiamare gli ispettori ministeriali.
“E pensa che non l’abbia fatto? Ma gli ispettori sono sempre stati troppo pochi. Intervengono nei casi più gravi: per le violenze, ad esempio, non per la didattica. Ma le faccio un altro esempio: oggi se un preside deve spostare un bidello da un edificio a un altro, deve avere il parere dell’Rsu, cioè del sindacato, altrimenti non può muovere proprio niente. Lei capisce, ai sindacati questo piace molto. Ma è una vergogna, perché io, sentito il consiglio di istituto, devo poter disporre del personale. Devo però anche essere valutato per ciò che faccio: se poi viene fuori che mi sono mosso per ragioni clientelari, devo poter pagare”.

E come paga, il preside, secondo la “Buona scuola”? Chi lo valuta?
“I criteri precisi purtroppo non ci sono, perché come si sa questa è una legge delega: contiene i principi generali, e per attuarla ci vorranno dieci-quindici decreti attuativi. Comunque i criteri saranno chiari, trasparenti, verificabili, insomma rigorosi”.

Ma secondo lei questa norma dei presidi-sindaci arriverà in fondo così come è?
“Non so, ho dei dubbi. Complessivamente, è entrato in Parlamento un cavallo, temo finirà per uscirne un ircocervo, un patchwork di novità e di marce indietro. Come già comincia a vedersi con gli emendamenti presentati in commissione alla Camera”.

I sindacati protestano, uniti come non accadeva da un’eternità. Dicono che Renzi non li ha ascoltati.
“In questo momento gli insegnanti seguono il sindacato come un pifferaio: ed è comprensibile. Però non è vero che i sindacati non sono stati ascoltati: lo sono stati, a tutti i livelli. Discorso diverso è dire che stavolta le loro richieste non sono state accolte”.

Diceva che la riforma ha pregi e difetti. Quali sono i difetti?
“Il difetto maggiore è che non è chiaro da dove prende i soldi e che non affronta direttamente il problema dell’edilizia scolastica, che è drammatico. Dei i 42 mila edifici scolastici, 22 mila sono completamente fuori norma, andrebbero chiusi domani. E le risorse stanziate per l’edilizia sono totalmente insufficienti: si parla di 2-300 milioni di euro, servirebbero 10-15 miliardi”.

Per quel che riguarda gli insegnanti?
“Non si affronta il nodo della loro carriera. In un primo momento Renzi parlava dei famosi 60 euro per gli insegnanti meritevoli. Ma quella non è carriera, sarebbe solo un emolumento miserevole. Servirebbe ben altro. E’ inaccettabile che, ora come ora, un insegnante che lavora per quattro venga trattato come chi non fa nulla”.

Le nuove assunzioni risolveranno il problema degli organici?
“Intanto c’è un problema di numeri, perché non si capisce ancora quante saranno: prima si diceva 140 mila, adesso 100 mila. Ma, ammesso che siano anche solo 50 mila, esiste un problema di realizzabilità: a nostro parere non ci sono i tempi tecnici per metterli in ruolo per l’anno prossimo”.

Nemmeno se la riforma dovesse essere approvata per giugno, come dice la ministra Giannini?
“A giugno è già troppo tardi: ci sono le ferie estive e bisogna, fra l’altro, che ciascun istituto dica di quante unità ha bisogno. Anche se immettessero i 50 mila per decreto, mi chiedo: li si butta nelle scuole così, non gli si fa nemmeno un minimo di aggiornamento?”.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl