La formazione obbligatoria porta ad un aumento dell’orario di servizio?

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Lucio Ficara, La Tecnica della scuola  3.10.2016

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– Ma come si può parlare di avvio della formazione obbligatoria dei docenti, fuori dall’orario di servizio,senza avere concordato con i sindacati i termini della questione?

Quante ore di formazione obbligatoria per anno scolastico toccheranno svolgere ai docenti? Soprattutto, quali ore verranno utilizzate per la formazione dei docenti?

Per il momento, quel che trapela è che sul numero di ore di formazione obbligatoria da frequentare in presenza, si dovrebbe applicare una flessibilità oraria che prevede una media di 25 ore annue. In un triennio ci potrebbe essere l’anno in cui si fanno più ore e quello in cui se ne fanno di meno, per un totale di 75 ore in presenza ogni triennio.

Ci saranno poi, oltre le ore in presenza, le ore da svolgere anche on line, creando una sorta di portfolio digitale delle attività di formazione svolte.

Pare che dal Miur, ma si attendono conferme da parte del Ministro Stefania Giannini, sia trapelato che le ore di formazione obbligatorianon saranno retribuite e saranno svolte in orario aggiuntivo rispetto a quello dell’ordinario servizio dei docenti. Quindi, la formazione obbligatoria potrebbe portare ad un aumento dell’orario di servizio dei docenti.

Tuttavia, sembra veramente strano che si possa parlare di un aumento del carico orario dei docenti per ottemperare alla formazione obbligatoria. Infatti, se da una parte la legge 107/2015 ha introdottol’obbligatorietà della formazione, permanente e strutturale, per tutti i docenti di ruolo, dall’altra il comma 124 dell’art.1 della legge 107/2015ha disposto che le attività di  formazione  saranno definite dalle singole  istituzioni  scolastiche  in  coerenza  con  il  piano triennale dell’offerta formativa e con i risultati emersi  dai  piani di  miglioramento  delle   istituzioni   scolastiche   previsti   dal regolamento di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della  ricerca,  sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria.

La stranezza, ora, sta nel fatto che il Miur abbia già preso tutte le decisioni senza avere sentito, come previsto dal comma 124 della legge 107/2015, le organizzazioni sindacali, e senza avere informato le stesse sul numero di ore di formazione da realizzare e soprattutto su quali utilizzare, tra quelle di insegnamento o quelle delle attività collegiali funzionali all’insegnamento.

Per adesso, a meno di clamorose novità, la formazione resta non obbligatoria. tMentre diventerà obbligatoria, solo se il Collegio dei docenti, ai sensi dell’art. 66 del Ccnlscuola 2006/2009, decidesse di deliberare un’attività di formazione.

Lo ribadiamo: ad oggi, secondo noi non c’è alcuna formazione nazionale obbligatoria.

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