La gestione della sicurezza degli allievi nei laboratori scolastici

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di Natalia Carpanzano  Orizzonte Scuola,   7.10.2015.  

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La frequentazione di laboratori scolastici (soprattutto quello chimico, meccanico, di cucina) per la specificità degli ambienti e i rischi connessi, richiede un particolare impegno in termini di prevenzione dei rischi, ed il Dirigente Scolastico dovrà gestire tale situazione con i preposti di plesso, gli insegnanti di laboratorio e di sostegno.

Spesso, infatti, si osserva una maggiore percentuale di iscrizione ad istituti tecnici, professionali e artistici, da parte di allievi in situazione di handicap fisico, psichico o sensoriale certificati con le modalità di cui al DPR 24.2.94 (modificata dalla L. 122/10).

In linea generale, la sicurezza in un laboratorio di qualsiasi genere deve essere gestita partendo ai requisiti minimi, ivi compreso l’affollamento dei locali. Nel calcolo dello spazio disponibile per ciascun alunno, devono infatti essere considerati i banchi da lavoro, le attrezzature e gli arredi che normalmente non sono presenti in un’aula dove si tengono delle normali lezioni frontali.

Fatto il calcolo dello spazio netto disponibile, occorre valutare i rischi specifici per il tipo di laboratorio. A titolo esemplificativo si citano: la valutazione dell’esposizione agli agenti chimici (sia per il personale che per gli alunni), i rischi meccanici connessi all’utilizzo di attrezzature, il mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie appropriate in caso di cucine o simili, etc.

Opportuna e specifica valutazione del rischio deve essere operata per coordinare la gestione di allievi in situazioni di handicap certificata secondo la L. 104/92 o con diagnosi di sindrome da deficit di attenzione o iperattività, nonché eventuali casi border–line e gli allievi con deficit di attenzione ed iperattività, situazione che può comportare una loro difficile integrazione in contesti laboratoriali, soprattutto ove non sia prevista la figura dell’insegnante di sostegno che possa facilitare la strutturazione delle attività didattiche.

La sicurezza tecnico-strutturale e organizzativa dei laboratori rappresenta ovviamente il presupposto per ogni ulteriore azione specificatamente dedicata a questi allievi, idonea a contrastare fattori di rischio correlati ad una possibile ridotta percezione del rischio, o difficoltà di integrazione con il gruppo classe, o scarsa autonomia nelle fasi di organizzazione del lavoro.

Le scelte dovranno essere effettuate a seguito di un fattivo coordinamento tra Servizio di Prevenzione e Protezione, docenti curriculari, in particolare quelli di laboratorio, e di sostegno, eventuali assistenti per l’autonomia personale di base o specialistica che seguono l’allievo.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, in tandem con il Consiglio di Istituto, analizza le necessità dell’allievo e le misure cui occorre adempiere, definisce attività e procedure atte a garantire la sua partecipazione in sicurezza alle attività di laboratorio, elaborando specifici percorsi didattici mirati all’incremento dell’autonomia dell’intero gruppo classe.

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