La mostra vietata/1. L’opera d’arte che urta la sensibilità di pochi

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews,  n. 724 del  16.11.2015.  

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Il tragico attacco terroristico di Parigi sta calamitando l’attenzione pubblica, facendo passare in secondo piano o addirittura archiviando alcuni fatti di cronaca dei giorni precedenti, tra cui la strana decisione della scuola elementare Matteotti di Firenze che ha annullato una visita programmata alla mostra ‘La divina bellezza’, in corso a Palazzo Strozzi – mostra di pittura sacra in cui sono esposti capolavori di grandi artisti di fama internazionale – per non urtare la sensibilità degli alunni di religione non cristiana.

Dopo le polemiche sulla decisione e la bufera mediatica che ne è seguita, la scuola ha precisato, smentito, rettificato. Non disponendo di prove certe su quella decisione, non vogliamo esprimere giudizi definitivi, ma ci sia consentita una riflessione da valere soltanto nel caso di reale accadimento del fatto per come è stato rappresentato sui media.

La visita alla mostra era già stata programmata. Qualcuno (genitori? Si è parlato di consiglio di interclasse che, comunque, non ha potere decisionale in merito) l’ha ritenuta inopportuna e, per rispetto di alcuni alunni, si è deciso di privare di questa opportunità la maggioranza della classe.

Spesso le brave insegnanti sanno come fare per contemperare i diversi interessi dei gruppi di alunni, trovando soluzioni che non feriscono nessuno e accontentano tutti. Ma in questo caso, però, sembra non ci siano riuscite. Nella circostanza, tuttavia, c’è stato qualcosa di più grave.

L’Italia e, in particolare, Firenze, sono ricche, come pochi altri Paesi, di opere d’arte che quasi sempre sono a tematica religiosa. È davvero una violazione della sensibilità degli alunni di fede musulmana o induista fare conoscere e apprezzare questi capolavori dell’arte del Paese che li ospita? Si rispetta davvero la loro sensibilità escludendoli dal piacere di conoscere e apprezzare opere d’arte che tutto il mondo, cristiano e non, laico o religioso, ammira?

Ci sia consentito di dissentire senza riserve, e di sperare in un ripensamento che farebbe bene, più che agli alunni, alle persone che per un malinteso senso della democrazia, avrebbero negato un diritto e un’occasione formativa alla maggioranza degli alunni di quella classe.

Se, davvero, tutto questo è avvenuto nei termini riportati dalle cronache dei media.

Approfondimento:
L’imam: “Andrò a vedere la mostra con i miei figli” http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=37354

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