La preside bacchetta i genitori: «Basta ragazzi coi telefonini a scuola»

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Il Corriere di Bologna, 22.10.2016

– Circolare della dirigente delle medie alla Barca: «È dimostrato: alunni meno bravi»

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BOLOGNA — Basta con i cellulari in classe: non si può per legge e poi ci sono fior di studi internazionali che dicono che senza telefonino a scuola i bambini si concentrano di più. In una circolare dai toni un po’ irritati, mandata qualche giorno fa a genitori e personale della sua scuola e pubblicata direttamente sul sito dell’Istituto comprensivo 1, quello delle scuole alla Barca, la dirigente Carmelina Rocco ha messo nero su bianco il suo diktat anti telefonino. Rivolto principalmente, a quanto pare, ai ragazzini delle medie, anche se non sono certo avulsi dalla questione gli alunni delle elementari, a volte già dotati del dispositivo portatile.

LA CIRCOLARE DELLA DIRIGENTE — «Intendo sollecitare la vostra attenzione — scrive Rocco — sull’uso dei cellulari da parte degli alunni durante l’orario scolastico. Ricordo che, come avviene ormai in quasi tutti i Paesi europei, anche in Italia l’uso del cellulare a scuola è vietato: lo ha disposto il ministro con una direttiva del 2007, impegnando tutte le istituzioni scolastiche a regolamentare l’uso a scuola, con esplicito divieto durante le lezioni». Eppure proprio poco prima dell’estate il governo ha annunciato la sua intenzione di togliere il divieto ai cellulari in classe, in modo che diventino, per i dirigenti e i docenti che lo vogliano, un supporto moderno all’attività didattica. Con regole precise di utilizzo, certo, ma senza che il cellulare diventi un tabù. C’è da ipotizzare che la dirigente Rocco non sposerà questo contrordine del ministero, visto l’appello a genitori e professori. «Il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione — continua — risponde a una generale norma di correttezza, perché l’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa sia per i compagni. L’uso, oltre che una grave mancanza di rispetto verso l’insegnante, costituisce un’infrazione disciplinare». Per la dirigente lo smartphone in classe non solo è vietato, non solo manca di rispetto, ma è anche inutile, perché «nel caso in cui, durante lo svolgimento delle lezioni, vi siano esigenze di comunicazione tra gli studenti e le famiglie, dettate da ragioni di particolare urgenza o gravità, può esservi l’autorizzazione del docente».

GLI STUDI — Questo però non basta, perché «molto frequentemente ci capita di sorprendere alunni che utilizzano in classe il cellulare, o che comunque lo esibiscono, in aperta violazione alle regole». Rocco quindi «bacchetta» i genitori degli alunni e invoca «il rispetto delle regole sin da piccoli: è fondamentale che siano responsabilizzati. Per questo la collaborazione delle famiglie è fondamentale, tra scuola e famiglia esiste un patto di corresponsabilità che stabilisce precisi impegni da entrambe le parti». Ma per dare ulteriore forza alle sue argomentazioni la dirigente cita «ricerche di insigni pediatri, neurologi, psicologi, tutti concordi nel ritenere che è auspicabile che si riducano i tempi di esposizione dei giovanissimi ai dispositivi multimediali, mentre uno studio inglese, pubblicato dal Centro per le performance economiche della London School of Economics, di cui dà conto il Guardian, conclude che “le performance degli alunni migliorano nelle scuole in cui il telefonino è bandito perché aumentano la concentrazione e i tempi di attenzione” ». Chi vuole intendere, intenda.

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