La resistenza della Giannini «Squadrista chi contesta»

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Precari della scuola come camicie nere, bufera sul ministro

 di Daniele Di Mario  Il Tempo, 27.4.2015

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Non c’è pace per il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Dopo essere stata pesantemente contestata lo scorso 24 aprile alla Festa dell’Unità di Bologna, la titolare del dicastero di Trastevere torna nel centro del mirino per un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica nella quale definisce «squadristi» i docenti, i genitori e gli studenti che l’hanno attaccata alla kermesse del Pd.

«Mi hanno insultata, parolacce irripetibili – attacca la Giannini sul quotidiano di largo Fochetti – Non mi hanno permesso di parlare, in un luogo pensato per discutere: una Festa dell’Unità. Erano disinteressati ad ascoltare quello che avevo da dire. Come li vuole chiamare, quei cinquanta di Bologna? Squadristi. Insegno linguistica da tempo e non trovo altro termine. Sono stata aggredita da cinquanta squadristi. Vivaddio, solo verbalmente».

Parole che provocano l’aspra reazione di più d’un esponente del Partito democratico, che ormai è la casa politica di Stefania Giannini dopo l’addio a Scelta Civica col quale s’è spogliata del loden montiano per abbracciare il più glamour verbo renziano.

«Ministra Giannini, sono inaccettabili le sue parole sugli insegnanti: maggioranza abulica, minoranza aggressiva. Chieda scusa alla scuola», scrive su Twitter il deputato Dem Stefano Fassina. Molto critico anche Roberto Speranza, ormai ex capogruppo del Pd alla Camera dimessosi in seguito alla spaccatura sll’Italicum e leader di Area Riformista. «Oggi sulla scuola c’è una polemica enorme – spiega Speranza – Ho sentito un ministro dire che i professori sono degli squadristi, questa affermazione me la sarei risparmiata». Per Speranza «un partito di centrosinistra deve fare la riforma», e in quella della scuola «c’è molto di buono, ma se tanti mondi ci dicono» che stiamo sbagliando, «non si fa il muro contro muro. Ci si siede, si discute e si prova a migliorare la riforma».

Inevitabile che la Giannini venga duramente criticata anche dalle altre forze politiche. «La ministra Giannini rispetti gli insegnanti e tutto il mondo della scuola, che fra mille sacrifici, umiliazioni e difficoltà porta avanti un progetto educativo decisivo per il futuro del Paese – tuona il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni – Invece di reagire indispettita ed insultare, si ponga il problema sul perchè la sua controriforma produce la rivolta di tutti i protagonisti della scuola italiana».

La difesa d’ufficio del ministro spetta ai renziani che l’hanno accolta tra le proprie fila. Così il senatore Pd Andrea MArcucci, uno dei più fedeli pretoriani di Matteo Renzi a Palazzo Madama definisce «incivile» la «gazzarra» creatasi contro la titolare dell’Istruzione. «Un gruppo di operatori della scuola ha impedito al ministro Giannini e alla senatrice Puglisi di tenere un dibattito alla Festa dell’Unità sul disegno di legge del governo Renzi – dice il senatore Marcucci – Non so se sia stato un comportamento da squadristi ma è certamente incivile ed antidemocratico organizzare una gazzarra al solo scopo di tappare la bocca ad altri e sottrarsi al dialogo». Per Edoardo Patriarca, deputato Pd e componente della commissione Affari Sociali di Montecitorio, «è chiaro che la ministra Giannini si riferiva a una minoranza degli insegnanti. Nei fatti le è stato impedito di parlare e questo non può essere tollerato, ancor più ad una Festa dell’Unità. Sono convinto che la stragrande maggioranza degli insegnanti ha capito il senso delle parole della Giannini».

Alle opposizioni però i distinguo di Patriarca non bastano. Per Barbara Saltamartini, ex portavoce nazionale di Ncd passata nelle fila della Lega Nord-Noi con Salvini, di cui è deputato, la riforma della scuola «fa acqua da tutte le parti e il ministro Giannini invece di ascoltare insulta professori e precari. Renzi se ci sei batti un colpo».

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