La scelta della scuola? Si fa online, perché l’orientamento stenta a decollare

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di Valentina Santarpia,  Il Corriere della Sera  19.12.2015.  

Un’indagine di Skuola.net rivela che a poco più di un mese al fischio di inizio che aprirà la stagione delle iscrizioni alle scuole superiori, quasi un ragazzo di terza media su due non ha ancora le idee chiare sul suo futuro. Ma, dove mancano le attività di orientamento, intervengono i siti specializzati

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Orientamento, questo sconosciuto
Un ragazzo di terza media su due non ha ancora idee chiare sul suo futuro. Circa uno su tre non sa né l’indirizzo, né tanto meno l’istituto in cui vorrebbe passare i prossimi 5 anni della sua vita, mentre un altro 14% ha scelto solo l’indirizzo scolastico. E quel che è peggio è che la scuola non è d’aiuto, visto che oltre un tredicenne su tre racconta di non aver svolto nessuna attività di orientamento. Almeno stando ai risultati di una serie di questionari di Skuola.net rivolti a 2500 teenager di terza media. Le attività di orientamento – secondo questa ricerca – sono state svolte nel 18% dei casi, un misero questionario orientativo nel 9%. E anche chi ha preso parte a questi momenti in un caso su due non è rimasto tanto soddisfatto. Tanto che al 39% di questi è rimasto ancora qualche dubbio e il 13% afferma con convinzione che aver partecipato alle attività di orientamento non gli è servito a niente.

I siti ad hoc
Ed è per questo che sempre più i ragazzi e le famiglie cercano sul web le risposte alle proprie domande. E l’offerta si arricchisce ogni giorno: dopo La scuola in chiaro, la piattaforma digitale dove il ministero dell’Istruzione sta mettendo informazioni pratiche, schede di valutazione e caratteristiche di tutte le 8 mila scuole italiane, ed Eduscopio, il sito della Fondazione Agnelli che permette di confrontare le scuole superiori della propria zona per valutare quelle che preparano meglio agli studi universitari o alla professione dei propri sogni, l’ultimo nato nel settore è Scuolediroma.it. Un sito web che nasce dalla capitale ma ambisce a coprire in poco tempo l’intero territorio nazionale.

La presentazione
Un sito rivolto a studenti e genitori in 8 lingue diverse «per orientarli nell’offerta scolastica di Roma», e per mettere in risalto «le buone pratiche, le eccellenze e le peculiarità di scuole e territorio». «Un lavoro fatto sul campo – ha dichiarato Luisa Arezzo, presidente dell’associazione ideatrice del sito, Scuole di Roma – andando a visitare istituto per istituto». «L’obiettivo è realizzare un luogo virtuale dove sia possibile conoscere le scuole da tutti i punti di vista», spiega l’ideatrice, Luisa Arezzo, che ha presentato oggi il nuovo progetto. «Quindi moltissime informazioni pratiche, una grafica chiara e pulita, la possibilità di muoversi tra le informazioni con facilità, senza dover leggere pagine e pagine inutili».

Come muoversi
Ogni scheda è stata vagliata e approvata dal dirigente scolastico, ed è corredata anche da informazioni pratiche, come i mezzi pubblici utili per raggiungerla, che per uno studente di scuola superiore possono fare la differenza. «Le comunità scolastiche» – ha sottolineato l’ex assessore capitolino alla Scuola, Paolo Masini, nel corso della presentazione del portale a cui ha preso parte anche il direttore USR Lazio, Gildo De Angelis – «sono fondamentali per il territorio, in particolar modo in alcune zone di Roma che presentano maggiori criticità. Iniziative come questa vanno esattamente in questa direzione: offrire strumenti di orientamento validi – i dati riferiscono di oltre il 40% degli studenti romani pentiti della loro scelta una volta effettuata – e creare una prossimità tra cittadini e scuole con la speranza che queste ultime restino luoghi accessibili tutto il giorno, tutti i giorni e tutto l’anno».

Il Pof
Dai contributi richiesti alle famiglie, alla frequenza del sabato, fino all’intero Programma dell’Offerta formativa: ogni aspetto è sviscerato per permettere a chi deve scegliere di potersi fare un’idea completa. Questo progetto, ha aggiunto la preside dell’istituto Kennedy, Lidia Cangemi, «consentirà anche alle scuole stesse di valorizzare quanto di buono si fa all’interno di esse. Tutti noi portiamo avanti delle buone pratiche che spesso non si mettono a sistema, ora finalmente potremo avviare una condivisione tra istituti». Molte informazioni, semplici e accessibili: «Quello che conta è la concretezza- ha concluso la dirigente scolastica- perché la scelta sbagliata della scuola, oggi si paga a caro prezzo».

Anche le dimensioni contano
Anche la numerosità delle classi, il fatto che si tratti di una scuola grande e complessa piuttosto che di una scuola più piccola e tranquilla, possono aiutare nella scelta.

La mappa delle possibilità
E, nei menu a tendina, non mancano pagine informative sull’alternanza scuola-lavoro, il nuovo curriculum dello studente, le qualifiche triennali, i vari indirizzi.

Cosa chiedere all’open day?
Una guida, quindi, destinata ai ragazzi ma anche ai genitori, spesso in difficoltà persino su come affrontare gli open day della possibile futura scuola dei propri figli: tra le opzioni, c’è quella di visionare le domande da fare nell’occasione della giornata aperta, in modo da reperire gli aspetti mancanti o chiarire i dubbi. Suggerimenti che valgono per tutti, anche per chi non vive a Roma.

Orari e mensa
Orario scolastico, mensa interna o esterna, attività pomeridiane: altri elementi che contribuiscono a rendere un istituto ai nostri occhi più attraente o meglio organizzato di un altro.

Commenti e domande
Infine, una parte dedicata al coinvolgimento degli utenti, con la possibilità per studenti e familiari di lasciare commenti, o fare domande, sempre nel rispetto di alcuni vincoli: niente volgarità, offese, frasi razziste, commenti inappropriati. «Studenti e genitori- ha spiegato ancora Luisa Arezzo- potranno lasciare commenti, vere e proprie recensioni e soprattutto fare domande nella sezione appositamente dedicata». E saranno proprio questi spunti poi a permettere al progetto di crescere.

Studenti sul palcoscenico
Anche le attività extrascolastiche trovano spazio nel sito: perché a volte un video realizzato a fine anno dai ragazzi racconta più di tanti numeri.

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