LA SCUOLA ALLA BUONA: LA VITTORIA DI PIRRO DEL GOVERNO RENZI

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dalla Gilda degli insegnanti di Venezia,  12.6.2015.  

La battaglia degli Insegnanti continua

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Ci sono ancora alcuni insegnanti che affermano che, dopo quello che è successo con il voto di fiducia al senato sulla riforma della scuola di Renzi, tutti gli scioperi e le manifestazioni sono stati inutili. Nulla di più sbagliato!!

Cerchiamo di fare una analisi lucida di quello che è accaduto nell’ultimo anno scolastico a partire dalla presentazione della prima stesura della “Buona Scuola” da parte del duo Renzi-Giannini. In prima stesura era addirittura prevista l’abolizione degli scatti di anzianità con la creazione dei cosiddetti “scatti di competenza” attribuiti per “merito” dal dirigente scolastico. Retrofront del governo con la presentazione prima di un disegno di legge, poi trasformato in decreto legge per poi ridiventare disegno di legge con modifiche sostanziali rispetto al testo originario.

Cosa è rimasto delle scelte di fondo della prima stesura della “Buona Scuola”?

  • l’assunzione del precariato inserito nelle GAE e dei vincitori e idonei al concorso del 2012 (ora su due anni con complicati passaggi amministrativi e con l’inevitabile apertura di migliaia di ricorsi);
  • la riapertura dei concorsi per tutti gli altri abilitati;
  • la creazione del mitico “organico dell’autonomia” attribuito alle istituzioni scolastiche per la copertura delle supplenze e per il “potenziamento” dell’offerta formativa organizzata triennalmente;
  • la “chiamata diretta del dirigente” dei neo assunti e solo di coloro che chiedono la mobilità introducendo il concetto di ambito territoriale (in prima battuta a livello provinciale per il 2015-16 e poi su ambiti distrettuali o sub distrettuali o di reti di scuola);
  • il premio ai docenti bravi scelti dal dirigente (200 milioni di euro annui), ma ora applicando i “criteri” scelti da un comitato di valutazione al quale partecipano anche  genitori e studenti
  • le agevolazioni alle scuole paritarie con il riconoscimento di sgravi fiscali per il pagamenti delle rette;
  • gli interventi sull’edilizia scolastica con una serie di passaggi normativi e amministrativi di enorme complessità finalizzati anche all’apertura degli edifici scolastici a terzi nei periodi extrascolastici;
  • l’obbligatorietà (del tutti impossibile da praticare) nella scuola secondaria di secondo grado di periodi di alternanza scuola lavoro (400 ore almeno nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali, 200 per i licei);
  • l’obbligatorietà della formazione in servizio dei docenti;
  • il contentino di 500 euro annui per docente finalizzati all’acquisto di materiali e corsi di formazione;
  • l’introduzione di norme di sanatoria a favore dei dirigenti scolastici (vedi concorsi che dovevano essere annullati) e di retribuzione a loro favore;
  • alcune deleghe “pesanti” su temi quali la riorganizzazione delle classi di concorso, il nuovo sistema di reclutamento, la riorganizzazione della normativa sui BES, ecc.

Su ciascun tema, e in questo contesto tralasciamo l’analisi critica e puntuale di ogni comma presente nel maxiemendamento approvato dal Senato, sarà interessante vedere come il MIUR sarà in grado di procedere ai decreti attuativi e alle circolari di applicazione nei tempi brevissimi previsti dal DDL, sapendo che la macchina del MIUR non è ora in grado nemmeno di far funzionare regolarmente le procedure ordinarie previste dalle leggi già approvate (siamo ancora in attesa  che siano applicatre parti sostanziali della riforma Gelmini…).

La mobilitazione unitaria del mondo della scuola contro la Scuola alla Buona di Renzi ha ottenuto alcuni risultati positivi limitando le parti maggiormente penalizzanti per i docenti, ma soprattutto ha dimostrato al governo che sulla scuola non si possono fare impunemente le riforme propagantistiche e di facciata così care al presidente del consiglio.

Il DDL che è passato al Senato rimane ancora inaccettabile. Non bastano le correzioni dell’ultimo momento fatte dal governo. Per questo la battaglia continuerà da subito al MIUR e nelle scuole per mettere in evidenza le tante idiozie che esso contiene. Da settembre inizia la seconda fase: guerriglia continua nelle scuole contro il DDL e contro le derive autoritarie che esso prefigura.

Non sono ancora bastati gli scioperi e i risultati elettorali a Renzi per capire che è necessario cambiare verso. Stia sereno Renzi, se continua così rischia di non tagliare il panettone e di vedere la lenta implosione del “suo” partito.

Intanto diciamo grazie a tutti le colleghe e i colleghi che hanno sostenuto con forza la mobilitazione di quest’anno scolastico. E’ stata una prova di forza importante che ha portato a risultati che non si possono definire ininfluenti. Prepariamoci serenamente a smontare la Scuola alla Buona dei Renzi, Giannini, Faraone e Puglisi.

La battaglia ora passa nelle scuole e nei Collegi dei docenti.

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