La scuola pubblica sacrificata sull’altare della Troika. Basta con le ipocrisie!

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Lucio Ficara   La Tecnica della scuola  Martedì, 28 Aprile 2015

Scuola: Renzi, non c'e rischio che slittino assunzioni

Basta con le ipocrisie e le squallide bugie! Gli insegnanti non sono stupidi ed hanno capito benissimo cosa si nasconde dietro la riforma della scuola. Altro che squadristi, abulici o aggressivi, gli insegnanti sono veri intellettuali, uomini e donne di grande intelligenza che amano profondamente la Costituzione della Repubblica e la scuola pubblica. Gli insegnanti italiani non sono affatto abulici, ma è grazie al loro attivismo intellettivo e intellettuale, che la scuola funziona, nonostante i bassissimi stipendi, la mancanza di fondi adeguati e un’edilizia scolastica da terzo mondo. Certo è che gli insegnanti detestano le ipocrisie di chi, mentre distrugge il sistema scolastico italiano, si vanta di fare assunzioni, di attuare quell’autonomia scolastica sempre rimasta a metà e di ampliare notevolmente gli organici, rendendoli anche funzionali. Gli insegnanti italiani sciopereranno in massa il prossimo 5 maggio, per gridare in faccia al governo: “basta con le ipocrisie , è giunta l’ora della verità. Abbiate il coraggio di dire le cose come stanno. La scuola pubblica sta per essere sacrificata sull’altare della Troika”. Questo è il sentimento della stragrande maggioranza degli insegnanti della scuola pubblica italiana. La scuola riformata dal pessimo disegno di legge, si basa sulla conflittualità verticistica all’interno e all’esterno della stessa istituzione scolastica, ma si basa anche sull’annullamento della professionalità docente, che si troverà costretto alla totale ubbidienza del preside –padrone. Ma quello che interessa di più ai mandanti della riforma, cioè la Troika, è l’idea che a finanziare i progetti della scuola siano i privati. Cosa significa questo? Che lo Stato non dovrà più reperire risorse aggiuntive, cioè i vecchi e ormai ridottissimi fondi d’Istituto, ma ci penseranno i privati che saranno disponibili ad investire in istruzione. Quali le conseguenze di ciò? Che la scuola sarà finanziata da privati che faranno certamente i loro interessi economici sulla pelle degli insegnanti ma soprattutto degli studenti. In altri termini stiamo assistendo con questa riforma al Jobs Act della scuola, con grande gioia del ministro del welfare Poletti che sogna gli studenti in fabbrica a luglio e agosto. Ovviamente la scuola di Renzi si frammenterà in migliaia di sistemi scolastici diversi l’uno dall’altro, uccidendo il sistema scolastico nazionale e i privati investiranno i loro soldi nelle scuole più prestigiose, lasciando povere e desolate quelle meno note e più periferiche. Inoltre gli insegnanti hanno anche capito un’altra cosa, che con questa nuova legge il loro potere contrattuale sarà tendente a zero. Per cui addio contratto collettivo nazionale. Questo alla Troika non dispiace proprio, anzi  è una garanzia per la tenuta dell’Euro e dell’Europa. E poi ci sono le tante deleghe lasciate in mano a questo governo, che nessuno ha mai votato e che non gode più della fiducia degli insegnanti. Ormai la fiducia è stata tradita e pare che non esistano margini di riacquisirla. Quali altri scherzi usciranno fuori da queste deleghe in bianco? Gli insegnanti temono che sarà possibile licenziare senza giusta causa, temono anche l’aumento dell’orario di servizio settimanale. Si teme lo sconvolgimento autonomo dei quadri orari delle singole discipline e il parcheggio forzato in albi territoriali senza avere più la certezza della titolarità. Mentre gli insegnanti ragionano e discutono di questi scempi costituzionali, c’è chi sacrificando la scuola pubblica sull’altare della Troika, ha la faccia tosta di dire che è una riforma eccezionale.

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