La vena reazionaria de “La buona scuola”. Lettera

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di Enrico Maranzana,   Orizzonte Scuola  26.7.2015.  

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Nel 1997 il parlamento ha dato “Delega al Governo .. per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa“, delega onorata dall’esecutivo D’Alema: il DPR sull’autonomia è entrato in ordinamento.

La legge 107/2015 disconosce l’operato del governo D’Alema/Berlinguer e, trasgredendo ogni regola, si arroga la titolarità della delega.

Nessuno ha denunciato l’intenzionale errore [In rete: “Il presidente della repubblica ha sbagliato firmando La buona scuola”], nessuno l’ha incasellato come la battaglia finale di una guerra che dura da quarantacinque anni:

1969 – Riforma dell’esame di maturità: i Consigli di classe attestano il grado di preparazione; alle commissioni d’esame é affidata la “valutazione globale della personalità del candidato considerata con riguardo anche ai suoi orientamenti culturali e professionali”. FALLITA! Le commissioni d’esame hanno operato sullo stesso terreno del Consiglio di Classe eludendo l’oggetto del mandato loro conferito: l’accertamento è stato snaturato.

1974 – Riorganizzazione della scuola. Superamento del modello gerarchico-lineare per introdurre una struttura decisionale articolata in cui s’intrecciano le responsabilità dei diversi soggetti. FALLITA! Gli ordini del giorno degli organismi collegiali non hanno mai previsto gli adempimenti obbligatori volti all’adeguamento della forma del governo dell’istituzione scuola alla complessità del problema formativo/educativo/dell’istruzione. La dottrina dell’organizzazione è stata rigettata per difendere il verticismo della dirigenza.

1979 – Nuovi programmi della scuola media finalizzati all’orientamento. Le materie sono “strumento e occasione per uno sviluppo unitario, articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte”. FALLITI! L’insegnamento cattedratico, unidirezionale, per discipline, parcellizzato, è rimasto la principale, spesso unica modalità didattica.

1992 – Certificazione della qualità del servizio: è garantita la conformità delle prestazioni fornite alle disposizioni di legge. FALLITA! Le procedure da certificare non sono desunte dalle norme: la documentazione rileva l’ordinario, il consolidato, il tradizionale tran-tran scolastico. La certificazione appare come una formale enunciazione di atti e procedure, secondari rispetto al servizio che deve essere fornito.

2003 – Formalizzazione e conferma del percorso pluriennale d’innovazione. La legge 53/2003 qualifica l’istituzione scolastica SISTEMA EDUCATIVO DI ISTRUZIONE E DI FORMAZIONE. FALLITO! I POF non sono concepiti per garantire l’unitarietà del servizio, per indirizzarlo alla promozione e al consolidamento delle capacità e delle competenze generali degli studenti. Gli insegnamenti hanno difeso la loro indipendenza e centralità.

In questo contesto le dichiarazioni dei politici sono equiparabili a slogan pubblicitari ingannevoli:

Matteo Renzi – “Dobbiamo recuperare tutto ciò che è cultura, educazione, istruzione e formazione, e tentare di scrivere insieme una pagina nuova”.
FALSO! La legge 107/2015 sopprime l’art. 1 del Dpr 275/99 che recita: ”L’autonomia delle istituzioni scolastiche … si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana”.

Maria Coscia – “Il fulcro del disegno di legge sta nella piena autonomia delle istituzioni scolastiche, introdotta da Luigi Berlinguer nel 1997 con la legge n. 59, ma mai pienamente applicata fino a questo momento”.
FALSO! La legge 59 porta il nome di Bassanini, è una delega che ha consentito al governo di legiferare: il DPR 275/99, a firma Berlinguer, ne ha estinta l’efficacia.

Simona Malpezzi – “La nostra riforma fa diventare realtà l’autonomia scolastica che è rimasta sulla carta dalla riforma Berlinguer”.
FALSO! L’autonomia scolastica non è decollata perché nelle scuole la progettazione e la collegialità sono pratiche sconosciute. Sarebbe stato necessario approfondire e identificare le cause del mancato decollo.

Francesca Puglisi – “Già una volta una buona riforma della scuola proposta da Luigi Berlinguer si infranse contro il muro della paura del cambiamento”.
FALSO! La legge 107/2015 fa proprie, confermandole, tutte le resistenze frapposte alle innovazioni introdotte negli ultimi decenni.

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