Le modifiche alla ‘buona scuola’: presidi meno potenti ma più ricchi

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Le ultime novità in commissione Cultura della Camera per il disegno di legge. Cattive notizie per i precari della scuola primaria

di Salvo Intravaia  la Repubblica, 8.5.2015.

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Presidi-sceriffo un po’ meno potenti, ma un po’ più ricchi, e con una “corte” che può superare anche i 10 docenti. Mentre la detrazione fiscale per chi manda i figli nelle paritarie si estende anche alle scuola superiori, che in alcuni casi sono veri e propri diplomifici. E per gli idonei al concorso a cattedre del 2012 si apre la strada verso l’assunzione, ma a partire dal primo settembre 2016. Brutte notizie, invece, per i precari della scuola primaria: potrebbero non essere assunti tutti a settembre. Ecco le ultime novità, dopo quelle annunciate dalla senatrice del Pd Francesca Puglisi, che la commissione Cultura della Camera ha apportato al disegno di legge sulla ‘buona scuola’.
Il provvedimento è al vaglio della commissione Affari costituzionali e dal 18 maggio sarà in aula a Montecitorio. Il preside-manager continuerà ad assumere i docenti, pescandoli dagli albi territoriali di estensione sub-provinciale. Ma non premierà i docenti meritevoli a proprio piacimento. Sarà il Comitato per la valutazione dei docenti che detterà i criteri per individuare gli insegnanti migliori sulla base di tre indicatori: la qualità dell’insegnamento e il contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica; i risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica; le responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale. In altre parole, per meritare il premio sarà meglio trasformarsi in docenti tuttofare.
Anche per la valutazione dei neoassunti il preside dovrà fare i conti con il Comitato di valutazione che, dal prossimo mese di settembre sarà costituito dal dirigente scolastico, che lo presiede, da due insegnanti e da due genitori. O da un genitore e uno studente al superiore. Una novità assoluta per la scuola italiana disegnata dalla coppia Renzi-Giannini, in cui i docenti appena assunti e quelli da premiare dovranno avere il favore dei colleghi e delle famiglie o degli studenti. E in cambio di una maggiore responsabilità, i dirigenti scolastici – oltre ai fondi già previsti dall’articolo 7 – potranno godere di “ulteriori 46 milioni per il 2016 e 14 milioni di euro per il 2017 da corrispondere a titolo di retribuzione di risultato una tantum. E per essere supportato nella gestione della Buona scuola, il capo d’istituto, potrà nominare anche 10 collaboratori: fino al 10 per cento dell’organico dell’autonomia.Non più tre docenti, come recitava il provvedimento prima di passare dalla commissione Cultura della Camera.

Novità in vista anche per le assunzioni. Dopo mille polemiche, si sblocca la partita degli idonei all’ultimo concorso a cattedre: quello del 2012. Saranno assunti tutti ma a partire dal primo settembre 2016. Mentre, oltre ai precari delle scuole dell’infanzia – che per essere assunti dovranno attendere l’approvazione del disegno di legge Puglisi sul percorso 0/6 anni – anche parecchi precari della scuola primaria non saranno assunti a settembre, perché lo svuotamento delle liste provinciali tornerà ad essere gestito com’era in passato: metà dei posti assegnati annualmente dal ministero ai vincitori di concorso e l’altra metà agli inclusi nelle graduatorie ad esaurimento.
Per i neo assunti dalle graduatorie della scuola media e della scuola superiore, l’incarico conferito dal dirigente-sindaco sarà in prima applicazione annuale e non triennale. Mentre il prossimo concorso a cattedre sarà riservato ai soli abilitati: circa 166mila soggetti rimasti fuori dal piano da 100mila assunzioni previsto dal governo. Novità in arrivo anche per coloro che mandano i figli nelle scuole superiori paritarie, in un primo momento escluse dall’agevolazione, che potranno detrarre dalle imposte il 19 per cento della retta pagata. E per combattere i diplomifici il ministero dell’istruzione “entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge” avvierà “un piano straordinario di verifica della permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica”.
Con l’obiettivo di individuare “prioritariamente le istituzioni scolastiche di secondo grado caratterizzate da un numero di diplomati che si discosta significativamente dal numero degli alunni frequentanti le classi iniziali ed intermedie”. Mentre i genitori, all’atto della denuncia dei redditi, potranno assegnare alla scuola dei propri figli il 5 per mille cui il ministero detrarrà il 20 per cento, da destinare alle scuole che riceveranno un importo inferiore ad un certo valore da stabilire di anno in anno. Quota perequativa che tenderà ad attenuare il divario tra scuola bene fortunate e scuole disagiate. Ma che, probabilmente, farà restare povere le scuole delle periferie nelle grandi città o delle aree depresse del Paese.

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