Le slides entrano nella gerarchia delle fonti del diritto

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Astolfo sulla luna, 25.11.2015.  

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Questo titolo susciterà al più curiosità nei non addetti ai lavori. Nei cultori di discipline giuridiche provocherà forse un certo scalpore. Per iniziare, cito da una lettera del Segretario generale FLC CGIL ai suoi iscritti, il quale – fra motivi dello sciopero dei servizi pubblici indetto per sabato prossimo – indica il seguente: “Tra gli ostacoli all’apertura di una nuova, urgente stagione di rinnovi contrattuali è un’imponente legislazione, che, per la sua confusione e farraginosità, andrebbe abrogata e che ha impedito in vari modi la contrattazione collettiva nazionale e decentrata. Con le dannose conseguenze che tutti sappiamo.”

In altre parole, Domenico Pantaleo osserva che con i decreti sulla buona scuola (d’ora in poi bs) è entrato in vigore un diluvio di nuove norme, inutilmente complicate nelle procedure previste e spesso contraddittorie rispetto alle norme preesistenti, tali da bloccare di fatto la contrattazione collettiva sia a livello centrale e ai vari livelli territoriali. Logicamente il capo della federazione che nel più grande sindacato italiano si occupa del nostro settore, sottolinea l’ostacolo creato dalla bs al suo scopo fondamentale, che è quello di contrattare col governo le condizioni contrattuali dei lavoratori della scuola. Semplificando una questione piuttosto complessa, i contratti collettivi sono una fonte “sociale” del diritto italiano, alla pari con le fonti primarie (le leggi del Parlamento) quando viene esplicitamente riservata ad essa una specifica materia, come nel caso di una “retribuzione..sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36 della Costituzione). Quindi, pare che il diluvio di nuove norme provocate da qualche slide sulla bs mostrata se non ricordiamo male circa un anno fa, stia vanificando addirittura uno dei principi fondamentali della nostra legge fondamentale, quella che i giuristi chiamano – magari un po’ pomposamente – la fonte delle fonti.

Quando, il 14 ottobre scorso, a proposito di valutazione del merito dei docenti nella bs si era notata la sistemazione di Einstein in “seconda fila” (probabilmente in attesa di metterlo un giorno o l’altro in soffitta), ci era sfuggito il fatto che fonte delle malcerte informazioni erano le immancabili slides. In questo caso questa nuova fonte del diritto “premia” sulle fonti secondarie, che sarebbero poi i regolamenti, ossia quella indispensabile normativa di dettaglio che dovrebbe applicare concretamente i criteri sanciti dalle fonti primarie. Se però le fonti primarie, cioè i decreti sulla bs, sono già per conto loro – per usare le parole di Pantaleo – imponenti, confusi e farraginosi, c’è poco da stare allegri in merito al merito.

Sempre in tema di regolamenti applicativi e circolari di “chiarimento”, non mi dilungo sulla storia del bonus che ci siamo trovati “fra capa e cuollo” con la paga di ottobre, dato che le promesse della bs (leggi slide) vanno mantenute. È inutile, nonostante gli sforzi generosi di fior di funzionari al ministero, delle migliori menti in servizio alle varie direzioni regionali e provinciali, nonché di solerti impiegati delle tante scuole italiane, non riusciremo mai a capire come spendere entro la fatidica scadenza questa cifra da capogiro (e non lo dico per ridere se è vero che ha scatenato la caccia al “precario ricorrente” da parte del solito studio professionale travestito da sindacato).

Poche righe sulla triste vicenda dei malcapitati della fase C, fra tutti gli assunti a tempo indeterminato decisamente i più sfortunati: nemmeno le minuziosissime circolari di “rettifica” alle precedenti complicatissime circolari di chiarimento riescono a spiegare ad alcuni colleghi, ad esempio quelli assunti fino ad avente diritto, cosa fare prima del giorno di convocazione per la proposta di assunzione. Qui le slide di Renzi si sono messe in competizione con i trattati internazionali, visto che fu una sentenza della Corte di Strasburgo, di cui dobbiamo accettare la giurisdizione in forza della nostra adesione al Consiglio d’Europa, a condannare l’Italia ad assumere i precari storici della scuola.

Per concludere, dato che non sappiamo a quale livello della gerarchia delle fonti si collochino le slides, restiamo in attesa di una bella diapositiva di chiarimento.

 

25 nov. 15       

                                                                                                                                          Astolfo sulla Luna

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