Legge di stabilità: le misure per l’istruzione

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Notizie della scuola,  8.1.2016

Approvata il 15 ottobre in Consiglio dei Ministri la legge di stabilità, una manovra da 27 miliardi volta a sostenere la crescita e a rafforzare i servizi di base. Soddisfazione da parte del ministro Giannini per gli oltre 800 milioni stanziati a favore dell’istruzione: le misure approvate investono su giovani e capitale umano.

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– Il Consiglio dei Ministri n. 136 del 15 ottobre scorso ha approvato il disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019. Si tratta di una manovra da 27 miliardi volta a sostenere la crescita e a rafforzare i servizi di base a disposizione di tutti i cittadini (sicurezza, salute, istruzione), con misure specifiche di sostegno alle fasce sociali più deboli.

In particolare, per quanto riguarda scuola e università vengono stanziati oltre 800 milioni per il sostegno agli studenti, al diritto allo studio e il rafforzamento della Buona Scuola.

Per il Ministro dell’Istruzione Stefania la legge di stabilità “dimostra ancora una volta la centralità che scuola, università e ricerca hanno per il nostro Governo”. Le misure approvate investono su giovani e capitale umano, anche attraverso il pacchetto Industria 4.0. Il Ministro ha parlato di “un evidente salto di qualità” per il diritto allo studio, con la stabilizzazione dell’incremento del relativo fondo, una no tax area per i redditi bassi, e borse specifiche per studenti particolarmente meritevoli, volte a garantire loro l’accesso all’università e accompagnarli lungo tutto il percorso universitario.

I migliori dipartimenti universitari saranno valorizzati con fondi aggiuntivi, in gran parte destinati all’assunzione di ricercatori. Inoltre saranno destinati più fondi agli Enti di ricerca, e ci sarà “una dote aggiuntiva” per i ricercatori universitari, da spendere per le loro attività.

Ancora, più investimenti sono stati disposti a favore degli Istituti tecnici superiori che offrono sbocchi reali nel mondo del lavoro, e decontribuzioni per le aziende che assumono i neo-diplomati che hanno frequentato percorsi di alternanza scuola-lavoro. È previsto infine uno stanziamento per l’organico della scuola, e risorse per la copertura delle deleghe di cui alla Legge 107/2015.

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