Licei d’Italia, promossi e bocciati: “Da qui escono gli studenti migliori”

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di Maria Novella De Luca,  la Repubblica, 16.10.2016 

– La classifica della Fondazione Agnelli che ha censito oltre quattromila istituti superiori. Tengono gli statali e i nomi storici. Tra gli scientifici va forte l’indirizzo senza il latino.

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ROMA. In testa ci sono le scuole pubbliche e quasi dappertutto i licei storici. Quelli i cui nomi restano in testa, quelli i cui ex alunni continuano a frequentarsi, quelli dei “derby” tradizionali tra gli istituti più famosi, come a Roma tra il Tasso e il Mamiani, o a Milano tra il Parini e il Berchet. Anche se, ancora una volta, nella classifica della Fondazione Agnelli tra le scuole superiori migliori d’Italia, il primato in Lombardia spetta ad un liceo paritario e cattolico, il Sacro Cuore.

Come ogni anno dal 2014, la Fondazione Agnelli con il portale Eduscopio ha passato al setaccio le scuole superiori di tutta Italia (classici, scientifici, linguistici, artistici e tecnici) selezionandole in base ai risultati universitari degli studenti. Ma anche puntando l’obiettivo sul lavoro, con una seconda classifica che ha calcolato le percentuali di occupazione dei ragazzi usciti dai professionali e da alcuni tecnici e approdati direttamente nel mondo del lavoro.

“Scrutinate” nel portale Eduscopio 4.378 scuole e oltre 700mila studenti, seguiti nei loro successi e insuccessi nel primo anno di università, in quei dodici mesi dopo la maturità, spiegano i ricercatori, “ancora fortemente influenzati dalla preparazione della scuola secondaria”. E dunque il loro rendimento diventa, di fatto, un valore (o disvalore) dell’istituto frequentato in precedenza. Scorrendo l’elenco dei licei, quello che colpisce un po’ in tutta Italia, sono i nomi storici, che salgono o scendono ma rimangono comunque nella classifica dei primi dieci in tutte le specialità.

“Il dato forte – spiega Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli – è la tenuta dei licei statali, cui si aggiungono alcune eccellenze nelle paritarie, come a Milano. Tra i licei scientifici la grande novità sono quelli con le scienze applicate al posto del latino. I ragazzi che li scelgono hanno ottimi risultati all’università, anche se l’offerta per adesso è scarsa, perché molti scientifici non aprono queste sezioni “.

C’è invece un “dato preoccupante”, aggiunge Gavosto. E cioè il calo di iscritti all’università provenienti dagli istituti tecnici. “Sono scuole che raccolgono tradizionalmente un bacino d’utenza meno abbiente, ma qualche anno fa erano moltissimi gli studenti che approdavano all’università. Oggi c’è un consistente calo d’immatricolazioni: vuol dire che aumentano le famiglie che non possono mantenere i figli all’università. Una vera perdita di capitale umano”.

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