Linee guida per la valutazione e guida per la valutazione dei dirigenti scolastici

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Notizie della scuola,  29.9.2016

Pubblicate da parte del Miur le Linee guida per la Valutazione dei dirigenti scolastici, in attuazione della Direttiva n. 36/2016. Tre le dimensioni professionali da valutare e quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi. La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato. Nel prossimo numero di Notizie della scuola uno speciale interamente dedicato all’argomento.

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Le Linee guida, trasmesse con Decreto Direttoriale MIUR 21 settembre 2016, prot. n. 971, illustrano le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, secondo la seguente tempistica:

1

Definizione degli obiettivi da parte del Direttore dell’USR. Gli obiettivi vengono inseriti nell’incarico del Dirigente e permangono per il triennio di vigenza; possono essere aggiornati annualmente, ma solo per situazioni particolari e previo accordo con l’interessato.

entro settembre  2016

2

Formulazione della proposta di “Piano regionale di valutazione” da parte del Coordinatore regionale del servizio ispettivo e adozione da parte del Direttore.

entro
dicembre 2016

3

Autovalutazione annuale da parte del Dirigente attraverso un format comune sulle azioni realizzate e i risultati ottenuti con riferimento a dati ed evidenze a sistema ed eventuali richieste di integrazioni da parte del Nucleo (strumento fondamentale e punto di riferimento per l’autovalutazione e la documentazione delle azioni del Dirigente è il Portfolio, compilabile in progress fino a maggio).

gennaio/maggio
2017

4

Valutazione di prima istanza da parte del Nucleo ed eventuale visita presso l’Istituzione scolastica sede di servizio del Dirigente (ogni Dirigente sarà comunque oggetto di una visita all’interno del triennio di incarico). Valutazione finale da parte del Direttore, con riferimento alla valutazione di prima istanza del Nucleo. Il Direttore può discostarsi dalla valutazione del Nucleo previa motivazione scritta.

entro
agosto 2017

5

Restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore:obbligatoria in caso di “mancato raggiungimento degli obiettivi”, a richiesta dell’interessato in caso di valutazione positiva. Il Direttore comunicherà comunque i dati generali sui risvolti della valutazione annuale a tutti i Dirigenti in una dimensione di orientamento e sviluppo della professionalità.

entro
dicembre
2017

L’azione del Dirigente sarà valutata su tre dimensioni professionali:

  • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (con un peso del 60% nel risultato finale);
  • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (con un peso del 30%);
  • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (con un peso del 10%).

Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.

La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. I parametri a cui i tavoli contrattuali regionali dovranno attenersi prevedono che la retribuzione garantita al livello più alto (pieno raggiungimento) dovrà prevedere una maggiorazione rispetto al livello seguente (avanzato raggiungimento) compresa tra il 10 ed il 30 per cento della retribuzione del livello più basso, e così via a scalare, con una differenza almeno del 5 per cento tra il secondo livello (avanzato raggiungimento) ed il terzo (buon raggiungimento).

In caso di “mancato raggiungimento degli obiettivi” non è corrisposta alcuna retribuzione di risultato e trova applicazione l’art. 21 del D. Lgs. 165/2001: “il mancato raggiungimento degli obiettivi accertato attraverso le risultanze del sistema di valutazione … ovvero l’inosservanza delle direttive imputabili al dirigente comportano, previa contestazione e ferma restando l’eventuale responsabilità disciplinare secondo la disciplina contenuta nel contratto collettivo, l’impossibilità di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale. In relazione alla gravità dei casi, l’amministrazione può inoltre, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, revocare l’incarico collocando il dirigente a disposizione …”.

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