Lo scandalo dei corsi Clil (a spese dei prof)

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di Carlotta De Leo, Il Corriere Scuola di vita 13.5.2015

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Pubblichiamo l’intervento di Guido De Marco sullo scandalo dei corsi di formazione con la metodolgia Clil (Content e Language Integrated Learning). La riforma del 2010, infatti, prescriveva nei licei linguistici l’insegnamento di alcune discipline (non linguistiche) in lingua straniera.  “Ma il  percorso di formazione è partito con grande ritardo e con risorse esigue, così che il Miur ha dovuto ripiegare su un obiettivo transitorio meno ambizioso” spiega De Marco. E ora a pagarne le conseguenze sono tutti quei docenti che “hanno seguito i corsit al prezzo di grandi sacrifici (spesso sobbarcandosi le spese di trasferta)  senza alcun riconoscimento”.

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Mentre sui quotidiani e nei programmi televisivi si discetta sulla protesta dei docenti “fannulloni” che si
opporrebbero a qualunque riforma, il governo dà una pessima prova della propria credibilità. Lo scandalo dei corsi CLIL (Content and Language Integrated Learning) è sotto gli occhi di tutti.

La Riforma del 2010 per i Licei e gli Isituti Tecnici prevede l’insegnamento di una disciplina non linguistica direttamente in lingua straniera nel quinto anno (e nell’ultimo triennio per i Licei linguistici). In questo anno scolastico la Riforma sarebbe dovuta andare a regime e gli studenti delle classi quinte avrebbero dovuto sostenere il colloquiodell’esame di stato anche nella disciplina non linguistica insegnata in lingua straniera (una disciplina
professionale in lingua inglese per gli Istituti Tecnici).

Ovviamente, tutto questo presupponeva una formazione dei docenti nel corso degli anni.Questo percorso di formazione è partito con grande ritardo e con risorse esigue, così che il Ministero ha dovuto ripiegare su un obiettivo transitorio meno ambizioso (come indicato nella nota ministeriale del 25 luglio 2014).

In sostanza, per quest’anno si è deciso di procedere in modo graduale, prevedendo che i docenti avrebbero potuto insegnare la propria disciplina in lingua straniera secondo la metodologia CLIL anche se non avevano ancora completato il proprio percorso di formazione, ma soprattutto si è deciso che il colloquio sarà svolto in lingua straniera soltanto se il docente della disciplina insegnata in lingua straniera farà parte della commissione d’esame.

I Dirigenti scolastici hanno dovuto seguire un percorso ad ostacoli impossibile per cercare di garantire agli studenti delle quinte classi la presenza di un docente con una formazione adeguata in lingua straniera.

Incidenti di percorso si dirà, ci vuole tempo … eppure per il prossimo anno soltanto un’esigua minoranza dei docenti potrà partecipare ai corsi di formazione sulla metodologia Clil. Nella mia scuola su 8 docenti candidati soltanto 4 potranno seguire questi corsi. In uno dei corsi che hanno consentito ai docenti di conseguire il livello B2 necessario per accedere al corso metodologico sono stati ammessi a parteciparvi soltanto in 5 su 22.

Nelle scuole non si sa come far fronte a quanto previsto dalla Riforma del 2010, eppure il Ministero non stanzia i fondi per consentire ai docenti di accedere alla formazione.

Quale credibilità può avere questo governo? I docenti hanno seguito i corsi al prezzo di grandi sacrifici (sostenendo spesso trasferte da località lontane per raggiungere la sede dei corsi); senza alcun riconoscimento, caricandosi delle spese di trasporto, dedicando mediamente 40 pomeriggi per seguire le lezioni in aula (i corsi erano di 90 ore in aula + 40 online) in aggiunta al carico didattico normale.In questi anni alcuni docenti hanno anche seguito più di un corso per raggiungere il livello linguistico richiesto.

Oggi la maggior parte di questi docenti si ritrova a non poter completare la formazione con i corsi metodologici perché non sono stati stanziati fondi a sufficienza. Uno spreco enorme anche dell’investimento fatto finora, perché ovviamente in ogni attività di formazione la continuità del percorso è fondamentale.

Dimenticavo: durante quest’anno scolastico non sono stati avviati nemmeno i corsi Clil standard necessari per proseguire la formazione già iniziata. Il numero dei docenti finora coinvolti nei corsi Clil è largamente insufficiente e tuttavia quelli che hanno già iniziato il percorso non possono nemmeno completarlo!

Se non ci sono neanche i fondi per finanziare le riforme già in vigore, come può essere credibile qualunque discorso su una “nuova” Riforma?

Guido De Marco
Referente Clil, Istituto Tecnico Economico e Linguistico “Lucio Lombardo Radice” – Roma

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