Lo stipendio di insegnanti e dirigenti scolastici in Europa

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di Simona Baggiani,  Indire, 5.10.2016

– La comparazione a livello europeo nel nuovo rapporto della rete Eurydice

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Anche quest’anno, in concomitanza con la giornata mondiale degli insegnanti (World’s Teachers Day ), Eurydice lancia il rapporto annuale dedicato agli stipendi degli insegnanti e dei capi di istituto in Europa: Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe – 2015/2016.
Si tratta di un rapporto che, per ovvi motivi, riscuote un certo interesse tra gli addetti ai lavori e non solo, in quanto, oltre ad offrire informazioni aggiornate di anno in anno sui cambiamenti negli stipendi di base degli insegnanti e dei capi di istituto e sul loro rapporto con il PIL pro capite dei rispettivi paesi, evidenzia le differenze, dal 2009 ad oggi, nel potere di acquisto degli stessi, esamina gli aspetti della professione che prevedono indennità aggiuntive allo stipendio di base e indica le autorità responsabili della definizione di stipendi e indennità. Tutto questo per i 40 paesi europei analizzati, per ciascuno dei quali è disponibile anche una singola scheda nazionale descrittiva.
Negli ultimi sette anni, gli stipendi degli insegnanti continuano a registrare un aumento o una stabilità nella maggioranza dei paesi europei. Questo è il primo elemento che emerge dalla lettura dell’analisi comparativa del rapporto.
Gli aumenti derivano, in dodici paesi europei, da un generale adeguamento degli stipendi di tutti i dipendenti pubblici. Solo per citare alcuni esempi:

  • in Germania, i 16 Länder stabiliscono gli stipendi dei dipendenti pubblici e li incrementano regolarmente per compensare l’inflazione;
  • in Danimarca, il contratto generale del 2015 prevede aumenti salariali e indennità aggiuntive per gli insegnanti di tutti i livelli;
  • in Spagna, la legge finanziaria del 2016 ha stabilito un aumento dell’1% degli stipendi di tutti i dipendenti pubblici, compresi gli insegnanti, con effetto dal 1° gennaio 2016;
  • anche nei Paesi Bassi, una recente riforma del governo sugli stipendi ha previsto un aumento generale delle remunerazioni per tutti i dipendenti pubblici;
  • in Portogallo, nel 2015, il governo ha revocato i tagli degli stipendi approvati nel 2014. I tagli saranno progressivamente eliminati nel corso del 2016.

In tre paesi, tuttavia, sono state attuate riforme più mirate alla categoria. In Inghilterra, per esempio, c’è stato, oltre ad un incremento dell’1% degli stipendi degli insegnanti nell’ambito della politica del governo di adeguamento generale degli stipendi di tutti i dipendenti del settore pubblico, un ulteriore incremento del 2% dello stipendio contrattuale massimo, nell’ottica di rendere più attrattiva la professione docente nella prima fase della carriera, dove più alto è il rischio dell’abbandono della professione.
In un altro gruppo di paesi, gli stipendi dei docenti non hanno subìto cambiamenti significativi rispetto agli anni precedenti. Nella fattispecie in Belgio, Francia, Croazia, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Finlandia, Irlanda del Nord e Bosnia e Erzegovina (cfr. figura).

 

cartina sul livello degli stipendi degli insegnanti in europa

Cambiamenti negli stipendi stabiliti da contratto degli insegnanti delle scuole pubbliche tra il 2014/2015 e il 2015/2016 (livelli infanzia, primario, secondario inferiore e superiore)

Solo in Italia, e a Cipro, continuano a rimanere congelati gli stipendi dei dipendenti pubblici (compresi quelli degli insegnanti). Il governo italiano, infatti, per ridurre il deficit pubblico, ha congelato gli stipendi nel 2010, inizialmente fino al 2013, ma la misura è stata estesa da allora ogni anno.

La differenza tra gli stipendi contrattuali minimi e massimi e il numero di anni di servizio necessari per raggiungere il massimo dello stipendio variano in maniera significativa da paese a paese. I cinque paesi con la maggiore percentuale di incremento dal minimo al massimo stipendiale (più del 100%) sono Ungheria, Romania, Cipro, Irlanda, e Paesi Bassi. Tuttavia, se in Ungheria e Romania per arrivare al massimo dello stipendio gli insegnanti devono vantare rispettivamente 42 e 40 anni di servizio, in Irlanda, Cipro e Paesi Bassi ne occorrono molto meno, rispettivamente 22, nei primi due, e 15 anni. Una percentuale minore di incremento salariale (50% o meno) non è necessariamente correlata a una minore durata degli anni di servizio che possono variare da 6 a 40, a seconda del paese. Se i docenti di alcuni paesi percepiscono lo stipendio contrattuale massimo relativamente presto nella loro carriera, in molti paesi possono occorrere più di 30 anni: Spagna (39 anni), Croazia (35 anni), Italia (35 anni), Repubblica ceca e Slovacchia (32 anni), ecc.
Alcuni paesi, infine, non prevedono aumenti salariali legati all’anzianità di servizio ma ad altri fattori, come per esempio la qualità della performance. È il caso della Svezia, dove la remunerazione degli insegnanti è stabilita a livello locale e gli aumenti sono contrattati a livello individuale, e dell’Inghilterra e Galles, in cui il sistema di incremento e progressione salariale basato sull’anzianità di servizio è stato sostituito da un Performance-related pay scheme dal settembre 2014.
Per quanto riguarda, infine, le indennità percepite in aggiunta allo stipendio di base, dal rapporto emerge che la maggioranza dei paesi europei le assegna principalmente in ragione delle responsabilità aggiuntive e del lavoro extrarichiesto ai docenti. Tuttavia, in 16 sistemi educativi, gli insegnanti possono essere premiati con remunerazioni aggiuntive anche per la qualità del loro lavoro, in seguito a un giudizio positivo sulle loro performance o sulla base dei risultati dei loro studenti. Per esempio, in Lettonia, gli insegnanti che ottengono il 3°, 4°, 5° livello di qualità nell’ambito del “Sistema di valutazione di qualità dell’attività professionale dei docenti” percepiscono un’indennità “di performance”; a seconda delle municipalità, questa indennità può arrivare fino al 7% dello stipendio. Anche in Austria gli insegnanti possono percepire una somma forfettaria oppure un bonus per performance eccellenti o per il loro coinvolgimento in progetti particolarmente meritevoli. In Polonia, può essere assegnato un bonus specifico in particolare per la qualità dell’insegnamento e per l’introduzione di un’innovazione efficace nella pratica didattica. Infine, in Francia e nel Regno Unito, se un giudizio positivo della performance non viene direttamente premiato con un’indennità aggiuntiva allo stipendio, può comunque essere preso in considerazione per la progressione nella scala stipendiale.

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