Maggioranza prova a velocizzare iter riforma per l’assunzione dei precari. M5s, così diventa decreto, altro che confronto

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   Orizzonte Scuola  22.4.2015

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Nella risoluzione di maggioranza sul Def, che verrà presentata e votata domani in aula alla Camera, ci sarà un riferimento al ddl Scuola per collegarlo al Documento di economia e finanza, così da abbreviarne i tempi dell’iter parlamentare e permetterne l’approvazione entro l’estate. Lo si apprende da fonti della maggioranza.

La decisione di collegare il provvedimento al Def era già stata comunicata dal presidente di turno della commissione Cultura, Flavia Piccoli Nardelli (Pd), che sta esaminando il ddl Scuola. Ma perché il collegamento abbia efficacia, dovrà essere inserito nella risoluzione sul Def ed essere votato dell’aula.

Sul punto, si apprende, c’è stata una fitta discussione in commissione Cultura e anche in commissione Bilancio, con le opposizioni che hanno chiesto più tempo per la presentazione degli emendamenti: il termine è stato quindi spostato a 24 ore dopo l’ok da parte dell’aula al Def.

Il Movimento 5 stelle, inoltre, ha annunciato di aver chiesto che la Giunta del regolamento si riunisca per decidere in merito. In merito al collegamento del ddl Scuola al Def il deputato M5s Giorgio Sorial ha così commentato: “il ragionamento in realtà deve essere fatto dall’aula e non in ufficio di presidenza, questo ha comportato un iter sbagliato su quella è stata definita una delle riforme più condivise facendola diventare di fatto un decreto legge”.

Intanto, al Senato, in VII Commissione cultura dove si sta parlando del Documento di economia e finanza, è stato proposto uno schema nel quale è presente un parere positivo alla riforma della scuola

Con lo schema di parere, il Senato esprime “manifestato apprezzamento per il fatto che:

1. il disegno di legge del Governo recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” (“La buona scuola”: A.C. n. 2994), oltre a rispondere alla Raccomandazione n. 6 della Commissione europea sul Programma Nazionale di Riforma dello scorso anno, configura un primo ed importante passo per il raggiungimento degli obiettivi delineati, sulla base di alcuni punti fermi, tra i quali:

  • un piano straordinario di assunzioni teso a soddisfare stabilmente le esigenze degli organici;
  • un maggiore ruolo del merito nel definire gli avanzamenti dei docenti;
  • una maggiore trasparenza nella gestione delle scuole;
  • l’introduzione di incentivi fiscali a favore degli investimenti privati nelle infrastrutture scolastiche e dell’offerta didattica;
  • l’obbligatorietà della formazione professionale per i percorsi tecnici;
  • il riconoscimento della centralità dell’apprendimento delle lingue straniere e dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • una nuova autonomia degli istituti scolastici, che potranno rafforzare l’offerta dei competenze agli studenti con organici più ampi
  • il definitivo superamento dei contratti precari e l’assunzione a regime solo per concorso, unitamente all’istituzione di un sistema di formazione in servizio, di premialità per merito degli insegnanti e di valutazione di tutto il sistema scolastico, a partire dalle scuole e dai dirigenti;
  • il rafforzamento del legame tra istruzione e mondo del lavoro, attraverso la  strutturazione di un sistema didattico imperniato sull’alternanza scuola-lavoro, con un monte ore cospicuo sia negli istituti tecnici e professionali (400 ore l’anno) sia nei licei (200 ore l’anno);

2.rilevata positivamente l’intenzione di procedere alla digitalizzazione della scuola, attraverso la definizione di un Piano pluriennale che introduca e metta a sistema azioni sulle competenze digitali di docenti e studenti, sull’innovazione didattica e sull’uso consapevole delle tecnologie e dei media;

3. sottolineata con forza:

  •  l’urgenza di proseguire nella politica di investimenti straordinari sull’edilizia scolastica, per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle scuole esistenti, nonché per la creazione di nuovi istituti adatti all’innovazione didattica.

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