«Mancano 468 insegnanti il tempo pieno è a rischio»

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il mattino di Padova, 5.8.2016

– Lettera al ministro dell’Istruzione: “Siamo preoccupati
per le ricadute sociali dei tagli decisi per il corpo docente”

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VENEZIA. Non capita tutti i giorni che l’intera conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale metta la propria firma in calce al medesimo documento. Sicchè è doveroso accendere i riflettori sulla lettera, incentrata sulla «mancata necessaria assegnazione di docenti dell’organico di fatto», che ieri è stata recapitata sul tavolo di Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
L’iniziativa è partita dal capogruppo di Forza Italia, Massimiliano Barison, che ha coinvolto i colleghi di maggioranza Nicola Finco (Lega Nord), Silvia Rizzotto (Zaia Presidente), Sergio Berlato (Fratelli d’Italia), Antonio Guadagnini (Siamo Veneto) e quelli di minoranza Piero Ruzzante (vice del Pd), Franco Ferrari (Alessandra Moretti Presidente), Pietro Dalla Libera (Veneto Civico), Giovanna Negro (Veneto del Fare), Stefano Casali (Lista Tosi per il Veneto), Marino Zorzato (Area Popolare Veneto), Simone Scarabel (Movimento Cinque Stelle).
«Manifestiamo la nostra forte preoccupazione – scrivono i capigruppo – per la grave situazione nella quale verrà a trovarsi la scuola veneta nel prossimo anno scolastico 2016-2017. Rispetto alla richiesta dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, la mancata assegnazione ammonta a ben 468 unità. L’anno scolastico si aprirà il 12 settembre con centinaia di docenti in meno rispetto al fabbisogno del territorio, mettendo così a repentaglio l’offerta formativa in diversi istituti e indirizzi della scuola veneta».
Ma in concreto cosa potrebbe accadere? «L’Ufficio Scolastico Regionale non potrà né sdoppiare le 175 classi sovraffollate e le pluriclassi fuori parametro, né garantire le 1.500 ore eccedenti previste per il tempo pieno. Non sarà neanche possibile prevedere 1.300 classi di liceo musicale e assicurare il doppio turno alle sezioni dell’infanzia». Difficoltà di annunciano anche per le zone di montagna.
«Siamo fortemente preoccupati – insistono i capigruppo di maggioranza e di opposizione – per le ricadute sociali che la revisione dei servizi scolastici avrà con il taglio del corpo docente. Pensiamo a quanto sia indispensabile il tempo pieno per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori, o ancora a cosa significhi non realizzare nuove sezioni statali delle scuole dell’infanzia in un territorio nel quale anche la condizione delle scuole paritarie è di grave sofferenza».
I rappresentanti delle forze politiche che siedono al Ferro-Fini invitano infine il ministro Giannini «a dare ascolto alle istanze del nostro territorio e a trovare insieme una soluzione che non riduca, ancora una volta, le

risorse a disposizione di un settore così importante e strategico come l’Istruzione e non comprometta gli standard dell’offerta scolastica in Veneto».
I tempi stringono: manca solo un mese all’inizio delle lezioni. Il ministro dell’Istruzione accoglierà le istanze della politica veneta?

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