Mattarella: contro i bulli serve una “forza tranquilla”

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TuttoscuolaNews, n. 783 del  3.10.2016 

Italy's new President Mattarella visits the Constitutional Court headquarters in Rome

– Hanno colpito, nel discorso pronunciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico a Sondrio, le parole con le quali il capo dello Stato ha invitato i giovani a reagire “all’arroganza dei bulli” con “forza tranquilla”.

Reagire, ma non a livello individuale: la forza di cui ha parlato il presidente può trovare il suo fondamento solo in un grande patto collettivo: “Per combattere alla radice questo odioso fenomeno di accanimento contro chi non si omologa, o semplicemente viene visto e perseguitato come debole o come ‘diverso’, è necessario un grande patto tra scuola, famiglia, forze dell’ordine, magistratura, mondo dei media e dello spettacolo. Un’azione congiunta, capace non soltanto di reprimere ma, soprattutto, di prevenire, con una vera e propria campagna educativa che arrivi al cuore e alla mente dei giovani”.

Fondamentali, in questo contesto, sono gli esempi che vengono dagli adulti: “un linguaggio offensivo e violento degli adulti in tv o sui social media e in qualunque altra sede, si traduce subito, nell’universo adolescenziale, in una spinta emulativa, in un sostanziale via libera”. Per quanto riguarda in particolare il cyberbullismo, “versione più moderna e micidiale” di quello tradizionale,  Mattarella  ha ricordato che si tratta di un “problema sociale e culturale di vaste proporzioni la cui risoluzione non può essere posta esclusivamente sulle spalle della scuola, anche se la scuola è, talvolta, luogo privilegiato di questi veri e propri atteggiamenti di prepotenza e di violenza, psicologica e fisica”.

Comunque, anche se non può farcela da sola, la scuola italiana è, secondo il presidente, un “organismo solido”, in grado di “portare cultura e valori nel web e nei social” grazie “all’impegno e alla dedizione dei suoi docenti” che si sono mostrati capaci di affrontare in modo efficace anche altre sfide impegnative come quella dell’integrazione dei ragazzi stranieri e degli alunni disabili.

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