Metà dei giovani europei ha poche competenze digitali

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Pasquale Almirante, La Tecnica della scuola  4.11.2016

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– In base alla ricerca europea ‘E”-what? I giovani alla sfida del digital per il business’, realizzata da Istud Business School, intervistando un campione di 821 tra manager, formatori e giovani di 6 Paesi europei, e presentata a Scopritalenti 2016, emerge che un giovane europeo su 2 riconosce un gap rilevante tra le proprie competenze digitali e le aspettative delle imprese.

Scopritalenti 2016 è l’iniziativa promossa da Fondazione Sodalitas e ospitata da Randstad Italia a Milano a cui hanno partecipato dodici imprese leader di mercato. Si tratta di Abb, Accenture, Bosch, Bureau Veritas Italia, Capgemini, Mapei, Mellin, Randstad, Samsung Electronics, Sanofi, Sky, Stmicroelectronics.

Cinquanta giovani talenti, scrive Adnkronos,  provenienti dalle scuole e università di tutta Italia hanno avuto l’opportunità di incontrarle imprese in una sola giornata grazie a colloqui face to face, per sviluppare i propri punti di forza e le competenze di successo nel mondo del lavoro.

I 50 talenti sono stati selezionati tra le migliaia di studenti formati nell’ultimo anno scolastico da Giovani&Impresa, il programma di Fondazione Sodalitas che dal 2000 porta le imprese nelle scuole e università di 14 Regioni italiane per accompagnare gli studenti nel passaggio dalla scuola al mondo del lavoro.

Dalla ricerca emerge, pubblica l’agenzia Adnkronos, che i giovani segnalano un accentuato digital skill gap anzitutto sul fronte delle cosiddette competenze ‘hard’: analisi e gestione dei rischi digitali (47,1%), sicurezza e privacy (42%), prevedere l’impatto dei trend digitali sul business (41%), sfruttare il potenziale dei Big Data (40%), sfruttare le potenzialità legate alla digitalizzazione dei settori di business più tradizionali (39,4%), utilizzo dei tool digitali (38%) e degli strumenti di knowledge management (37%).

Il digital skill gap appare accentuato anche per competenze ‘soft’ che riguardano l’utilizzo delle tecnologie digitali ad esempio per far crescere professionalmente le persone (54%), attivare il processo di delega (49%) o anche solo gestire meeting online (48%).Il quadro è critico anche sul fronte di chi lavora già in azienda, se 4 manager su 10 dichiarano di non essere a loro agio nell’utilizzo dei tool digitali. La buona notizia è che l’economia digitale rappresenta già oggi il 7% del mercato, e le stime prevedono un’ulteriore crescita del 4,1% nel breve periodo. La cattiva notizia è che il digital skill gap rischia di non riuscire a soddisfare una domanda del mercato del lavoro pari 4 milioni di nuovi professionisti Ict in tutta Europa.

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