Mobilità 2016. Migliaia di conciliazioni, oltre a errori “fisiologici” pesano anche servizi, titoli e 104 non valutabili

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Professionisti Scuola Network  22.8.2016conciliazione1

– Continua la saga della mobilità straordinaria che sembra non avere fine con un esercito di docenti, incamminati lungo una strada piena di nubi e con destinazione ignota, alle prese con tentativi di conciliazioni (sono almeno 3-4 mila stando ai resoconti sindacali) a cui il Miur difficilmente darà l’esito sperato. Dopo lo tsunami provocato dal susseguirsi delle diverse fasi nella scuola primaria, dopo gli errori incontestabili dell’algoritmo definiti “fisiologici” dal miur, tanti lamentano oltre a tutto ciò, un grosso problema, che PSN ha preso in esame diverse volte anche durante questo anno scolastico.

Abbiamo infatti ampiamente parlato della compilazione delle domande di mobilità falsata da inserimenti dititoli e servizi non previsti e non valutabili. Abbiamo anche cercato di fare forte pressione da una parte sui docenti (invitandoli, al contrario di altre associazioni e sindacati) a caricare sulla domanda solo titoli e servizi valutabili secondo quanto previsto dal CCNI sulla mobilità (note e note alle tabelle comprese!) e dall’altra parte sugli USP, chiamati quest’anno a verificare la correttezza dei dati nelle domande presentate.

Ebbene, come avevamo paventato, in molti uffici scolastici questo non è avvenuto e cominciano ad arrivare in redazione copiose segnalazioni di insegnanti che si sono visti scavalcare da docenti a cui è stato candidamente conteggiato il punteggio della scuola paritaria, anche se non si trovavano nella condizione prevista dalla normativa per averne diritto. E non solo. Arrivano anche denunce sul fatto che a molti docenti sono stati calcolati titoli quali SSIS o lauree che in realtà erano titoli di accesso. Ancor più gravi alcune vicende di docenti che si sono ritrovati una 104 che non avevano richiesto, o peggio, non si sono visti riconoscere la precedenza a cui avevano diritto.

Stavolta non c’è un algoritmo su cui scaricare la colpa, su cui con diversi approfondimenti abbiamo già dimostrato non aver funzionato correttamente. Stavolta ci sono gravissime responsabilità degli organi del Ministero preposti al controllo delle domande che si accompagnano anche alla “responsabilità morale” di chi ha suggerito ai docenti di farcire il modulo della mobilità con ogni genere di indicazioni al di fuori di quanto consentito dalla normativa. La frase “Tanto se non ci va, saranno  loro a toglierlo” è stata molto ricorrente in certe affollate sedi sindacali.

Ci chiediamo cosa è possibile fare. Ci domandiamo soprattutto se ancora una volta i furbetti del quartierino avranno ancora la meglio su chi rispetta le regole. E ancora… davvero non c’è un rimedio per questo ”malcostume” (sarebbe meglio chiamarlo truffa) che porta danni gravissimi ancor peggio di un freddo algoritmo ? Qui non ci sono macchine che non funzionano, qui si tratta di alcuni (tanti, in verità) che non fanno ciò che devono.

Noi di PSN una soluzione per cercare di alleggerire il lavoro degli Uffici Scolastici che sono inondati da richieste di accesso agli attici sentiamo di suggerirla. Per permettere controlli incrociati si potrebbe semplicemente prevedere che a tutti i docenti che assumeranno servizio il 1 settembre, le segreterie, oltre a richiedere la solita dichiarazione dei servizi, facciano un riscontro con il punteggio dichiarato nella domanda di mobilità inoltrando immediatamente in caso di anomalie la segnalazione ai vari USP in modo da velocizzare al massimo le operazioni di verifica.

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