Mobilità provinciale 2016/17 paradossale: neoassunti fase 0 e A su scuola, “vecchi” docenti di ruolo su ambiti territoriali

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Orizzonte Scuola,  4.12.2015.  

E’ questa una delle criticità emerse con maggiore evidenza dalle ipotesi elaborate dal Miur e già comunicate ai sindacati per la stesura dell’ipotesi di contratto mobilità 2016/17.

Dobbiamo dire che si tratta di una interpretazione letterale della legge 107/2015, che pone però tanti interrogativi sugli obiettivi di chi l’ha scritta.

Il comma in questione è il 73, che vi riportiamo:
73. Il personale docente gia’ assunto in ruolo a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge conserva la titolarita’ della cattedra presso la scuola di appartenenza. Al personale docente assunto nell’anno scolastico 2015/2016 mediante le procedure di cui all’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo decreto legislativo in merito all’attribuzione della sede durante l’anno di prova e alla successiva destinazione alla sede definitiva. Il personale docente assunto ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e’ assegnato agli ambiti territoriali a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017. Il personale docente in esubero o soprannumerario nell’anno scolastico 2016/2017 e’ assegnato agli ambiti territoriali. Dall’anno scolastico 2016/2017 la mobilita’ territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali

Dal comma si evincono ben cinque indicazioni

1) chi è docente di ruolo alla data di entrata in vigore della legge (13 luglio 2015) e non produce domanda di trasferimento, conserva la titolarità della cattedra nella scuola di appartenenza. E così anche negli anni successivi

2) I docenti neossunti in fase 0 e A del piano di immissioni in ruolo 2015/16 presenteranno la domanda di trasferimento secondo le regole consuete: scelta di scuole all’interno della provincia. Ottenuta la sede desiderata, o nel malaugurato caso in cui dovrà essere assegnata d’ufficio, si acquisirà la titolarità in quella scuola, alla stregua dei colleghi di ruolo che non si sono mossi.

A questi il Miur pensa di aggiungere i docenti titolari sul sostegno nel secondo grado (attualmente titolari DOS) con titolarità sulla scuola (e non su ambito)

3) i neossunti in fase B e C del piano stroardinario a partire dal 2016/17 sono assegnati agli ambiti territoriali

4) Il personale docente in esubero o soprannumerario nell’anno scolastico 2016/2017 e’ assegnato agli ambiti territoriali.

Il MIUR ha ipotizzato per i soprannumerari dell’ottennio l’esercizio della precedenza per il “ rientro ” nell’ambito territoriale in cui sarà ricompresa la scuola di precedente titolarità.

5) Dall’anno scolastico 2016/2017 la mobilita’ territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali: ossia il personale di ruolo ante 2015, che presenta domanda di mobilità e ottiene il trasferimento, rientra negli ambiti territoriali, non più su sede.

E’ evidente che il primo impatto è quello di una salvaguardia dei neoassunti fase 0 e A, che non coinvolge invece i “vecchi” docenti di ruolo, assunti anche ben prima della legge 107/2015. E questa previsione non mancherà di essere foriera di contestazioni. I sindacati in primis, nel documento presentato al Miur (del quale il Miur non ha ancora risposto nel merito) auspicavano una ultima domanda di mobilità con “vecchie regole” per tutti, rimandando al 2016/17 la costituzione degli ambiti territoriali.

Ma il Miur prosegue spedito. Prossimo incontro sulla mobilità previsto per il 14 dicembre.

I risultati dell’incontro del 3 dicembre negli articoli

Mobilità 2016: Miur prevede 3 fasi. Su scuola per 0 e A, nazionale per assunti fino al 2014. Per neoimmessi fasi B e C nazionale da GaE e regionale per GM

Ambiti territoriali ruoli e mobilità 2016/17: ecco come saranno formati. Linee guida del Miur

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