No a comitati improvvisati per referendum, serve unità

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dalla Gilda degli insegnanti,  23.7.2015.  

Di una legge che lede profondamente i principi sui quali
dovrebbe essere fondata la scuola pubblica statale

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“La battaglia referendaria contro la riforma della scuola può essere vinta soltanto unendo tutte le forze dell´associazionismo, del sindacato e della politica. La posta in gioco è troppo alta e iniziative portate avanti da comitati improvvisati o da politici in cerca di visibilità rischiano di rivelarsi un boomerang: la cassazione dei quesiti o, peggio ancora, una sconfitta referendaria potrebbe solo rafforzare le ragioni della cosiddetta Buona Scuola”.

A dichiararlo è la Gilda degli Insegnanti, che ribadisce la necessità di procedere all´organizzazione in tempi brevi di un comitato unitario per l´indizione di un referendum abrogativo di parti fondamentali della legge 107/2015 sostenuto da una solida consulenza giuridica a livello nazionale.

“Soltanto con un´azione unitaria possiamo affrontare positivamente uno sforzo organizzativo importante e una battaglia politica e culturale che deve essere vinta non tanto all´interno del ´popolo della scuola´, ma in tutto il Paese. Per questo – sottolinea la Gilda – le iniziative referendarie promosse finora paiono prive del necessario consenso che deve scaturire da un dibattito aperto tra tutti coloro che intendono battersi per l´abrogazione di parti della legge 107/2015. Partire con raccolte di firme su quesiti confusi e non adeguatamente discussi può portare ad effetti controproducenti per la scuola pubblica e per il Paese. I referendum abrogativi possono essere indetti solo se c´è la realistica possibilità di una vittoria”.

Inoltre la Gilda invita tutte le associazioni, le forze politiche e sindacali a valutare la possibilità di accompagnare le iniziative per l´abrogazione della legge 107/15 con quesiti inerenti la cancellazione di parte della riforma Gelmini e di punti specifici del decreto Brunetta “che di fatto – conclude il sindacato – rappresentano la base culturale sulla quale si è poi sviluppata la riforma del governo Renzi”.

Roma, 23 luglio 2015
Ufficio stampa Gilda degli Insegnanti

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