Noi del PAS di Lingua spagnola

Riceviamo e pubblichiamo dal Gruppo abilitati Pas di Lingua spagnola, 13.4.2016

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– “L’insegnante è la persona alla quale un genitore affida la cosa più preziosa che possiede suo figlio: il cervello. Glielo affida perché lo trasformi in un oggetto pensante. Ma l’insegnante è anche la persona alla quale lo Stato affida la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, perché diventino il paese di domani”.

Ed è a noi che in questi ultimi 15 anni sono state affidate le menti, la formazione e la cultura di centinaia di migliaia di alunni. A noi, insegnanti precari di terza fascia che ogni anno a giugno abbiamo ricevuto il “benservito” dallo stato, per poi ritrovarci a settembre a destreggiarci in una vera e propria lotteria delle convocazioni, con il risultato che, se tutto andava bene, il lavoro ci sarebbe stato ancora per qualche mese, ma difficilmente saremmo riusciti a vedere gli stessi volti che avevamo lasciato a fine anno scolastico.

Siamo entrati in questo pazzo magico mondo all’inizio senza abilitazione, senza tutor o programmi di inserimento, siamo stati catapultati in classi di 30 alunni, spesso in corso d’anno, senza nemmeno avere un registro in mano, non conoscendo nulla di quei ragazzi. Per anni siamo stati l’impalcatura che ha sostenuto la scuola italiana, che ha coperto i buchi, le malattie, le maternità dei colleghi di ruolo, e persino di cattedre vacanti che si sarebbero potute affidare a noi, se solo lo stato fosse stato più lungimirante.

Poi è arrivata la tanto sudata e attesa abilitazione, abbiamo affrontato questo “calvario” con la giusta rassegnazione, ma anche con la voglia, tutto sommato, di rimetterci in gioco e vedere riconosciuta la nostra preparazione e professionalità, speranzosi che alla fine di questo tunnel finalmente sarebbe giunto il ruolo o, almeno una giusta collocazione, più stabile, nelle graduatorie.

Purtroppo così non è stato. Non vediamo nessuna luce. Abbiamo passato prove su prove, esami su esami, che a volte erano talmente ravvicinati da non sapere dove raccogliere tempo e forze per affrontarli. A volte ci erano richieste delle conoscenze talmente al di fuori del nostro campo da sembrare una burla. A volte erano umilianti perché non avevano nulla da trasmetterci perché potessimo migliorare il nostro lavoro. Abbiamo trascurato, e a volte quasi abbandonato, le nostre vite private, perché doveva essere l’ ultimo sforzo, l’ ultima fatica. E vorremmo ricordare che solo una piccola parte di noi ha meno di trent’ anni. La maggior parte li ha superati da un po’ e comunque ha compagno, marito e anche figli, ma non importa. Abbiamo stretto i denti, abbiamo perso la salute, ma non importa. Abbiamo visto docenti universitari in visibile imbarazzo perché si rendevano conto di avere davanti insegnanti già formati, non pivellini che non sapevano stare in una classe. Ma non importa. Ci hanno detto apertamente che sapevano di averci  soffocato più che in altre Università. Ci chiedevano continuamente il nostro parere professionale, facendoci sentire ancora più umiliati e presi in giro. Ma non importa. Hanno giocato sui tempi ristretti per rendere più duri gli esami che spesso non erano nemmeno di disciplina, abbassando le nostre sia pur dignitosissime medie, e metterci ancor più sotto pressione…

Quante ne abbiamo passate, per ottenere un riconoscimento che non ci riconosce nemmeno più degni di essere messi in prima linea in una qualsiasi graduatoria.

E ora? Ora dobbiamo affrontare un concorso che lascerà fuori due terzi di noi, dobbiamo sentirci dire che abbiamo meno merito di un neo laureato che, con un dottorato, ottiene maggior valorizzazione che se avesse insegnato SETTE  ANNI in una scuola, dobbiamo studiare programmi farraginosi in tempi brevissimi e dobbiamo essere valutati non si sa secondo quale criterio perché mancano griglie di correzione trasparenti che per primi siamo tenuti a dover rispettare con i nostri alunni.

Da troppo tempo silenziosi e fiduciosi che qualcuno si accorgesse del torto che stiamo subendo, abbiamo deciso che ora siamo stanchi e incazzati, e non permettiamo che si continui a far finta che non esistiamo!!

Gruppo abilitati Pas

Noi del PAS di Lingua spagnola ultima modifica: 2016-04-13T04:57:40+00:00 da Gilda Venezia

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