Nuovo contratto scuola: ecco le ultime novità per i Docenti

MiurIstruzione.it, 12.11.2017

– Il rinnovo del contratto del settore Scuola è nel pieno delle trattative, Sindacati e Miur si sono riuniti diverse volte negli ultimi mesi ma ora si è alla stretta finale, l’ultimo incontro in ordine di tempo si è registrato giovedì 9 novembre, all’incontro hanno partecipato i sindacati e l’Aran, al quale sono state avanzate le varie proposte che di fatto andranno a formare il nuovo contratto della scuola. Tra le varie sigle sindacali che hanno preso parte all’incotro erano presenti Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, l’obiettivo comune è quello di tutelare il lavoro degli insegnanti, sbloccare e mantenere gli scatti d’anzianità e aumentare le risorse destinate all’aumento di stipendio.
Le proposte avanzate dai sindacati nei confronti del Ministero sembrano di difficile attuazione, tanto che dopo l’incontro c’è stato lo sciopero generale della scuola dove c’è stata un’elevata adesione, il Governo ha ribadito in diverse occasioni che le risorse disponibili sono quelle presenti nella legge di bilancio 2018, per tanto le possibilità che vengano reperite altre risorse o che quelle già esistente vengano spostate su altri settori, appare una soluzione molto remota.

Confermati gli scatti d’anzianità?

Uno dei temi del rinnovo contrattuale è quello riguardante l’eliminazione degli scatti d’anzianità dai parametri con i quali stabilire l’aumento di stipendio, verranno introdotti nuovi criteri basati sul merito, un’opzione che i sindacati non intendono prendere in considerazione mentre al governo piace.
Gli scatti d’anzianità nel corso della carriera di un docente possono comportare aumenti di stipendio compresi tra i 142€ ai 577€ mensili, per questo il governo ha tutta l’intenzione di eliminarli, in questo modo per le casse pubbliche ci sarebbe un notevole risparmio economico, ma su questo aspetto i sindacati si sono detti irremovibili, gli scatti non si toccano.
I sindacati hanno fatto sapere che all’Aran verrà chiesto il recupero degli scatti perduti, anche per tutti i docenti che nel frattempo sono andati in pensione, un tema che coinvolge circa 650mila insegnanti ed è per questo che potrebbero essere necessari più di 380milioni di euro. Cifra che non è assolutamente alla portata del Governo e per questo motivo il ripristino degli scatti automatici perduti nel 2013 potrebbe non accadere mai.

Bonus della Legge 107 nel contratto

Un altro tema affrontato è quello che riguarda i bonus previsti dalla legge 107, i sindacati vogliono arrivare ad una contrattualizzazione del bonus, inoltre è necessario che il Bonus da 500 euro e quello premiale per i docenti meritevoli siano portati direttamente in busta paga.
Ma anche questa proposta dei sindacati come quella del  recupero degli scatti perduti, comporta un notevole esborso economico per le casse del governo, ed anche su questo tema il governo ha fatto sapere che almeno per ora le risorse economiche non ci sono, e quindi almeno per questa legge di bilancio non ci sono speranze per le proposte avanzate dai sindacati.

Orario di lavoro invariato per gli insegnanti

Nel corso della riunione con l’Aran si è discusso anche degli orari di lavoro dei docenti, la questione è stata posta all’attenzione da Rino Di Meglio il coordinatore della Gilda Insegnanti il quale ha dichiarato che il suo sindacato si opporrà a qualsiasi tentativo di aumentare l’orario di lavoro dei docenti italiani, anzi secondo quest’ultimo nel rinnovo contrattuale della scuola che si sta mettendo a punto sarà necessario chiarire al meglio la definizione di “orario di lavoro”, specificando che in questo è compreso anche il tempo in cui il dipendente non è a lavoro ma a disposizione del datore di lavoro e “nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
Un chiaro riferimento al problema del lavoro sommerso degli insegnanti, con questi che sono costretti a passare molto tempo a scuola e a casa per lo svolgimento di quelle mansioni utili per svolgere il loro lavoro (preparazione delle lezioni, correzione dei compiti in classe) senza ottenere alcun riconoscimento professionale né retributivo.

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