Occupato il liceo Virgilio di Roma da 400 studenti: troppe carenze su edilizia e altro

Alessandro GiulianiLa Tecnica della scuola, 16.10.2017

– E’ il liceo Virgilio di Roma, la prima scuola superiore italiana occupata nell’anno scolastico in corso.
L’istituto capitolino è lo stesso dove nei giorni scorsi c’è stato il crollo parziale di un solaio, fortunatamente senza danni alle persone.

Gli studenti: costruire una protesta ampia su edilizia scolastica e non solo
L’occupazione si è svolta il 15 ottobre. Ad annunciarla è stata il collettivo autorganizzato Virgilio, che su Facebook scrive: “Oggi in più di 400 abbiamo occupato la nostra scuola. Questa mobilitazione, sostenuta dalla maggior parte degli studenti e delle studentesse del Virgilio, parte dalla necessità di prendere parola collettivamente rispetto al crollo di una porzione di tetto avvenuto sabato 7 ottobre nel nostro istituto e dal bisogno di costruire una protesta ampia sul tema dell’edilizia scolastica e non solo”.
Gli studenti credono anche che “sia fondamentale mobilitarsi su questo tema insieme alle molte scuole della Capitale che condividono i nostri stessi problemi e con tutte le altre componenti della nostra scuola, in primis con la nuova dirigente che si è mostrata aperta nei nostri confronti nelle scorse settimane”.
“Stiamo organizzando incontri, assemblee, dibattiti per provare a comprendere il mondo che ci circonda e capire come cambiarlo. Storia, cultura, attualità, arte, musica, sport e, ovviamente, la scuola saranno al centro delle nostre iniziative. Fin da domani cominceremo dalle ore 8 con la colazione sociale, invitiamo tutti gli studenti a partecipare e proporre corsi”.

La preside del Virgilio pronta a denunciare
Sul posto fuori dalla scuola anche la preside del Virgilio Carla Alfano, che spiega: “Il problema del tetto della scuola, interessato dal crollo di parte del solaio, è stato già risolto. Un gruppo di studenti ha occupato nel tardo pomeriggio l’istituto per attirare l’attenzione sullo stato dell’edilizia scolastica in città”.
“Con loro c’è un’interlocuzione aperta, ci ho parlato e li ho pregati di uscire perché io sarò costretta a denunciare. E’ un atto dovuto anche per la presenza di minori nella scuola e per questioni di sicurezza legati ad una zona interdetta nell’istituto”.

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