Occupazioni/1: goliardia o reato?

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews,  n. 728 del  14.12.2015.  

Tuttoscuola ha dedicato molta attenzione alla protesta studentesca sin dalle prime manifestazioni, rilevando l’emergere di un interessante elemento di novità. Quest’anno le occupazioni sono state – nell’insieme – meno numerose, meno prolungate, meno definite sia sotto il profilo politico che motivazionale, connotandosi in modo esplicito per il carattere  “rituale”  che da tempo è stato riconosciuto dalla gran parte degli osservatori.

Solo l’occupazione del  Liceo “Virgilio” di Roma, protratta per 15 giorni da un gruppo minoritario di studenti, ha attirato l’attenzione dei principali organi di stampa, nonché dei canali di informazione televisiva. Le motivazioni della protesta, presentate dopo circa una settimana articolate in tredici punti, sono state valutate dal dirigente scolastico in gran parte irricevibili perché contrarie alla normativa che dispone l’obbligo di vigilanza nei confronti dei minori (Codice Civile; CCNL Scuola; Testo Unico) o relative a questioni di edilizia scolastica rispetto alle quali la singola scuola non ha competenze. Colpiscono, in particolare, le richieste “bizzarre” di: ingresso anticipato  per favorire la colazione al bar della scuola, evitando la fila; libera circolazione all’interno dell’istituto durante e al di fuori delle ore di lezione; aumento dei parcheggi dei motorini sul Lungotevere dove affaccia il lato “novecentesco” del palazzo progetta to da Marcello Piacentini, sottoporre  il documento all’approvazione del Piano dell’Offerta Formativa al Comitato Studentesco “con la possibilità di modifiche”.

Il dirigente scolastico ha stigmatizzato da subito l’intero episodio, ricevendo il sostegno dei vertici politici del Miur, del direttore generale dell’USR del Lazio, nonché l’appoggio di molti organi di stampa e di tanta parte della comunità scolastica.

La discesa in campo del sottosegretario Faraone, al dodicesimo giorno di occupazione, ha creato le condizioni di un incontro tra le varie componenti del Liceo, da cui è emersa una salda posizione dell’Istituzione scolastica, ferma nel ribadire i principi di legalità e di apertura che debbono caratterizzare il servizio pubblico.

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