Ora è ufficiale: sciopero degli scrutini nei due giorni successivi alla fine della scuola

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   La Tecnica della scuola  Domenica, 17 Maggio 2015.

A proclamare il blocco delle attività sono stati i Cobas: i presidi non potranno spostare d’ufficio scrutini già convocati nei giorni di sciopero. Le due giornate di stop varieranno da regione a regione, a seconda del termine differenziato delle lezioni: si inizia l’8 e 9 giugno in Emilia-Romagna e Molise; si chiude il 17 e 18 in Alto Adige. Sulla decisione di aderire, però, gli altri sindacati sono divisi. 

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Dopo l’invito ai sindacati per uno sciopero unitario, da attuare in occasione delle valutazione scolastiche finale di giugno, i Cobas rompono gli indugi e decreto il blocco degli scrutini e di tutte le attività della scuola per due giorni consecutivi successivi alla fine delle lezioni. Le due giornate di blocco delle attività varieranno da regione a regione, a seconda del termine differenziato delle lezioni.

Come preannunciato in anteprima alla ‘Tecnica della Scuola’, dal leader dei comitati di base, Piero Bernocchi, i Cobas hanno anche confermato per domenica 7 giugno la manifestazione nazionale contro l’approvazione definitiva in Senato del ddl ‘La Buona Scuola’: in alternativa alla manifestazione capitolone, potrebbero svolgersi decine di manifestazioni cittadine nella stessa giornata festiva.

Ora la decisione di aderire o meno allo sciopero di fine anno, su cui potrebbero pesare non poco le minacce di precettazioni espresse da Roberto Alesse, presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi,  è tutta nelle mani degli altri sindacati. Con alcuni, come la Flc-Cgil, che hanno già detto di volervi ricorrere. Mentre altri, come la Cisl, che si dimostrano molto più dubbiosi, ad iniziare dal leader della Confederazione, Anna Maria Furlan. Una linea, quest’ultima, condivisa anche dal leader Cisl Scuola, Francesco Scrima, secondo cui c’è “un confronto in atto: aspettiamo l’esito e poi si vedrà”. Una spaccatura di vedute, quella sull’eventuale adesione allo sciopero degli scrutini, che non è sfuggita al ministro Giannini.

“Certo, avremmo preferito una convocazione unitaria – ha detto il portavoce Cobas Piero Bernocchi – ma riteniamo che vadano rotti gli indugi per dare con urgenza un forte segnale che tranquillizzi i docenti e che dimostri la legittimità della forma di lotta proposta: e per questo abbiamo indetto, auspicando fortemente che anche gli altri sindacati facciano lo stesso, il blocco degli scrutini e di ogni attività scolastica per tutto il personale per due giorni consecutivi, a partire dal giorno seguente la fine delle lezioni, differenziata per Regioni”.

Lo sciopero si articolerà nel modo seguente:

  • l’8 e 9 giugno in Emilia-Romagna e Molise;
  • il 9 e 10 in Lazio e Lombardia;
  • il 10 e l’11 in Puglia, Sicilia e Trentino;
  • l’11 e 12 in Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, Campania e Veneto;
  • il 12 e 13 in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Val d’Aosta;
  • il 17 e 18 giugno, infine, in Alto Adige.

I Cobas “ricordano ai presidi che non è possibile procedere ad alcuno scrutinio finale prima che siano terminate le lezioni (comma 7, art.192 del DLgs 297/1994) e che non si possono spostare d’ufficio scrutini già convocati nei giorni di sciopero (attività antisindacale) e che saremmo costretti a perseguire eventuali illegalità in tal senso”.

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