Ottomila scuole fuori uso: dopo 20 anni l’anagrafe degli edifici scolastici

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Il Corriere della Sera   7.8.2015.  

La fotografia delle nostre scuole 

Il ministro Giannini presenta la radiografia (quasi) completa degli oltre 42 mila immobili.
«Manca ancora l’8 per cento dei dati: gli enti locali non ce li hanno forniti»

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 Sette agosto 2015. Dopo quasi vent’anni di rinvii, oggi vede finalmente la luce l’Anagrafe scolastica, una fotografia (quasi) completa degli oltre 42mila edifici scolastici italiani, prevista dalla legge n. 23 del 1996 ma da allora mai resa disponibile. L’ultimo stop, il 22 aprile scorso. Mancavano all’appello sei regioni: Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna, Basilicata e Molise. E il Miur aveva deciso di soprassedere. Oggi finalmente la presentazione ufficiale in conferenza stampa a viale Trastevere. Anche se il ministro Stefania Giannini ha precisato che manca ancora l’8 per cento dei dati. «Non sono stati forniti dagli enti locali ai quali spetta comunicarli», ha puntualizzato il ministro.

La fotografia delle nostre scuole

La fotografia delle nostre scuole

La fotografia delle nostre scuole

La fotografia delle nostre scuole

Il selfie delle scuole italiane

Quasi 8.500 edifici «non attivi»

Su un totale di 42.292 edifici scolastici, sono 8.450 quelli non attivi perché in ristrutturazione o dismessi o in costruzione, 17 invece quelli non attivi per calamità naturali. Il record in Sicilia (2.580 su 4.260), in Lazio (1.922 su 4.345) e in Sardegna (1.615 su 1.941). Nel corso della conferenza stampa Giannini ha dichiarato che «il 100% degli edifici scolastici in Italia sono sicuri. Anche se il 55% degli edifici è stato costruito prima del 1976 e quindi non era sottoposto alla normativa sul collaudo, ogni anno gli enti locali provvedono alle opportune verifiche. E ciò vale soprattutto a partire da oggi che abbiamo una fotografia precisa. Questo però non significa che noi siamo dei maghi e che nelle scuole, anche quelle recentemente ristrutturate, non possano verificarsi episodi che, ci auguriamo, siano solo memoria, ma abbiamo fatto passi avanti sulla programmazione». I dati presentati oggi lasciano ampi margini di preoccupazione: non solo meno della metà degli immobili ha il certificato di collaudo, ma 7 scuole su dieci non hanno un piano di emergenza, sei su dieci non hanno il certificato di agibilità/abitabilità, 8 su dieci non hanno il certificato di prevenzione incendi in corso di validità.

«Ci vorranno 4 anni»

E’ quanto ha riconosciuto, poco dopo, il sottosegretario Davide Faraone: «I dati che emergono mostrano che c’è una situazione preoccupante, che abbiamo ereditato dai governi del passato che non hanno mai investito in questo settore. Ora, però, questo governo investe 3,5 miliardi perché crediamo che sia fondamentale per il Paese», ha aggiunto. Lo stesso ministro ha ribadito l’impegno del governo per la messa in sicurezza delle scuole. «Con le risorse stanziate saranno effettuati oltre 3.500 interventi che partiranno entro il 2016. Ci vorranno alcuni anni – ha detto il ministro – per realizzarle gli interventi necessari, forse quattro, ma non certo 20 anni come ha detto Cittadinanzattiva».

Operazione trasparenza

Dalle ore 17.00 di lunedì sul sito del ministero dell’Istruzione sarà possibile verificare le condizioni delle singole scuole grazie a una sezione dedicata che si chiama «Scuole in chiaro». «Un’operazione di trasparenza che permetterà alle famiglie di vedere come è fatta la scuola che scelgono per i loro figli», ha spiegato il ministro. Il processo, ha precisato Faraone, «contiamo possa arrivare ad una piena completezza entro gennaio 2016, quando tutte le amministrazioni ci invieranno i dati richiesti».

L’emergenza soffitti

Il database dell’Anagrafe scolastica scuole dovrebbe servire a individuare tempestivamente eventuali situazioni di rischio per evitare che si ripetano con cadenza drammaticamente regolare episodi come quello dell’aprile scorso in unascuola elementare di Ostuni (Brindisi) dove il crollo di un soffitto ha mandato in ospedale una maestra e due bambini. Nel corso della conferenza stampa il ministro dell’Istruzione ha firmato il decreto che stanzia 40 milioni di euro per indagini diagnostiche sui solai di circa settemila edifici scolastici. I plessi che saranno maggiormente coinvolti in queste indagini, ha spiegato Giannini, sono quelli costruiti negli anni ‘80 perché in quel periodo si utilizzava uno stucco che è risultato più a rischio degli altri. Il ministro ha anche precisato che questi controlli sui controsoffitti «prenderanno il via tra pochi giorni, a partire subito dopo Ferragosto».

Trenta nuove scuole «altamente innovative»

Sempre stamani, Giannini ha firmato anche il decreto grazie al quale verranno stanziati 300 milioni (provenienti da fondi Inail) destinati alla costruzione in tutte le regioni d’Italia di 30 scuole «altamente innovative» dal punto di vista architettonico, impiantistico e tecnologico.

Il punto sugli interventi di edilizia scolastica

Il punto sugli interventi di edilizia scolastica

Il punto sugli interventi di edilizia scolastica

  • Il punto sugli interventi di edilizia scolastica
Cantieri in stallo

Dei tanti capitoli di spesa finora disposti dal governo, solo quello per interventi di piccola manutenzione (#scuolebelle) ha proceduto senza intoppi . Assai critica invece la situazione per #scuolesicure (leggi: messa in sicurezza e messa a norma degli edifici): dei 692 interventi finanziati dal Ddl del Fare (giugno 2013) due anni dopo ne sono stati conclusi l’85 per cento, ma un 15 per cento è ancora «in itinere». Mentre di quelli finanziati con delibera del Cipe a giugno 2014 (1.636 per un totale di spesa di 400 milioni) , ne sono stati conclusi solo l’8 per cento. Né le cose vanno meglio per i fondi Pon per l’efficientamento energetico, la sicurezza, l’accessibilità, l’attrattività e gli impianti sportivi: dei 577 interventi finanziati per il settennio 2007-2013 a marzo di quest’anno solo 66 erano stati conclusi, 243 erano in corso, gli altri per metà aggiudicati per l’altra ancora da aggiudicare. Quanto ai mutui Bei (905 milioni in tutto per il triennio 2015-2017), a fine luglio il Miur ha pubblicato l’elenco, regione per regione, dei primi 1.215 interventi che da adesso possono avviare le relative procedure d’appalto.

Ottomila scuole fuori uso: dopo 20 anni l’anagrafe degli edifici scolastici ultima modifica: 2015-08-08T06:42:48+00:00 da Gilda Venezia

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