PASSA IL DDL SCUOLA AL SENATO. Molto fumo. I mali della scuola restano.

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dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 12.5.2016

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– Il governo ha imposto con l’ennesimo voto di fiducia l’approvazione in parlamento dell’emendamento alla legge di conversione del Decreto legge 29 marzo 2016, n.42.

La Gilda degli Insegnanti prende atto che si tratta dell’ulteriore tentativo di correggere alcune delle storture esistenti nella legge 107/2015 (si vedano le modifiche migliorative alla normativa per le assegnazioni provvisorie, l’obbligo di pagamento degli stipendi dei docenti a tempo determinato entro 30 giorni), ma rimarca il fatto che sono state introdotte alcune deroghe e novità che contribuiranno alla confusione già esistente nella scuola.
In particolare:

  • Nella scuola dell’infanzia, che già era stata esclusa dal piano di potenziamento degli organici del 2015-16 in attesa della riforma 0-6 anni, si riscontra una ulteriore concessione a favore dei vincitori degli ultimi concorsi ordinari che potranno essere chiamati nell’ambito dei posti vacanti e disponibili in luogo di quelli formalmente messi a concorso. Ciò determinerà una riduzione dei posti effettivamente disponibili per i prossimi partecipanti al concorso ordinario e, ancor di più, un’ulteriore penalizzazione per i docenti che da anni sono inseriti nelle GaE e che lo scorso anno non sono stati ammessi alla fase C delle immissioni in ruolo.
  • Si rimanda l’assunzione per i futuri neoimmessi in ruolo al 15 settembre invece che al 1 settembre riconoscendo lo stato di difficoltà operativa in cui versa il MIUR.
  • Si opera un finanziamento di 12,2 milioni di euro come contributo alle scuole paritarie a favore dell’inclusione degli allevi con disabilità senza che si faccia riferimento all’organizzazione e agli organici dedicati alla disabilità che tali scuole dovrebbero attivare concretamente.
  • Si “raddoppiano” i compensi per i commissari e i presidenti di concorso ordinario. Si tratta per la Gilda di un provvedimento tardivo e insufficiente che non valorizza assolutamente il lavoro svolto dai colleghi (si passerebbe da € 1.30 l’ora in media di lavoro a poco più di 2,50 € lordi) e non consente di ottenere per il periodo dell’esame l’esonero o il semiesonero dall’attività didattica.

Tralasciamo i giudizi all’estensione del “bonus ai diciottenni” anche  a coloro che sono in possesso di permesso di soggiorno in corso di validità. Il costo del bonus per i diciottenni ammonta così a più di 290 milioni di euro mentre resta a 300 milioni di euro la massa di risorse complessive a favore dei futuri contratti del pubblico impiego, scuola compresa.

Ogni commento è superfluo.

PASSA IL DDL SCUOLA AL SENATO. Molto fumo. I mali della scuola restano. ultima modifica: 2016-05-12T21:40:12+00:00 da Gilda Venezia

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