Pensione insegnanti: meglio opzione donna o Ape?

LeggePerTutti_logo15

di Noemi Secci, La legge per tutti, 23.10.2016

– Pensione insegnanti: meglio opzione donna o Ape?

ape-inps1

Con la probabile proroga dell’opzione donna e l’imminente operatività dell’Ape, le insegnanti si trovano attualmente davanti a un vero e proprio dilemma sulla scelta della pensione anticipata. Scelta, purtroppo, non facile, considerando che non è ancora possibile determinare in modo certo le penalizzazioni sull’assegno che comporta ciascuna di queste tipologie di pensionamento. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza su queste due possibilità di uscita dal lavoro.

Ape: quanto penalizza?
Iniziamo subito dall’ultima novità in materia di pensioni, cioè dall’Ape: l’Ape, che sta per anticipo pensionistico, consiste nella possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia a 63 anni (con un minimo di 20 anni di contributi), grazie a un prestito bancario (l’interessato, comunque, non deve rivolgersi direttamente a una banca, in quanto l’Inps fa da intermediario).
Il prestito pensionistico, però, comporta una penalizzazione sul trattamento, che sarà pari, in base a quanto stimato, a circa il 5-6% per ogni anno di anticipo della pensione: ciò significa, in poche parole, che per 3 anni di anticipo la penalizzazione potrebbe arrivare al 18%.
Per alcune categorie, tuttavia, è prevista la cosiddetta Ape social: si tratta di un bonus fiscale che serve ad azzerare l’impatto della penalizzazione sulla pensione.
L’Ape a penalizzazione zero, in particolare, spetterà:

  • ai disoccupati di lungo corso;
  • agli invalidi;
  • ai lavoratori che assistono un familiare o il convivente disabile (beneficiari della Legge 104);
  • agli addetti a mansioni ad alto rischio infortunio;
  • agli addetti a mansioni faticose e pesanti.

Tra gli addetti a mansioni faticose e pesanti potrebbero entrare due nuove categorie, quella degli infermieri e quella dei docenti. Tra questi ultimi, però, potranno rientrare soltanto gli insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia.
Dunque, l’Ape senza penalizzazioni sarebbe, eventualmente, solo per maestri e maestre, o per gli insegnanti che assistono un familiare disabile o invalidi. Per tutti gli altri professori, la penalizzazione sarebbe piena.

Opzione donna
Un’altra possibilità di pensionarsi prima del tempo, per le insegnanti, è data dall’opzione donna. Si tratta della possibilità di uscire dal lavoro a 57 anni e 3 mesi di età, con 35 anni di contributi, previa attesa di una finestra di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti. Attualmente possono pensionarsi con l’opzione le lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2015, ma a breve sarà disposta una proroga.
Ad ogni modo, una volta maturati i requisiti e trascorsa la finestra, la lavoratrice è libera di pensionarsi in qualsiasi momento successivo.
In cambio dell’anticipo della pensione, l’assegno è ricalcolato col metodo interamente contributivo: questo sistema di calcolo, rispetto al retributivo, risulta notevolmente penalizzante, in quanto si basa sui contributi accreditati e non sulle ultime annualità di stipendio.
Non esiste una penalizzazione fissa, comunque, in quanto questa varia a seconda della carriera della lavoratrice ed è tanto più ampia quanto maggiore è la differenza tra gli stipendi percepiti a inizio carriera e quelli percepiti al termine della vita lavorativa. È stata rilevata, comunque, una penalizzazione media del 25-30%.

Ape o opzione donna?
Non essendo determinate, nell’uno o nell’altro caso, le decurtazioni della pensione in modo preciso, è difficile fare una scelta tra Ape e opzione donna a priori. Certamente si può dire che, in via generale, il metodo contributivo, determinando una penalizzazione media più alta, renda meno conveniente l’opzione donna rispetto all’Ape.
Se la priorità della lavoratrice resta comunque quella di uscire il prima possibile dal lavoro, la scelta migliore sarà quella di pensionarsi con l’opzione, mentre l’Ape sarà sicuramente la scelta più conveniente se si desidera un taglio dell’assegno minore, specie se si ha diritto all’Ape social.
Negli altri casi, è bene valutare la situazione con un calcolo certificato della pensione effettuato da un professionista (come un consulente del lavoro), nel quale siano vagliate attentamente entrambe le opzioni.
Ad ogni modo, per poter effettuare una scelta ponderata è bene aspettare di conoscere la normativa definitiva in materia di Ape e di conoscere in modo preciso le penalizzazioni applicabili.

.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl