Pensioni, Ape volontaria/sociale e RITA: requisiti e modalità d’accesso

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di Nino Sabella, Orizzonte Scuola, 6.11.2016 

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– La legge di Bilancio, com’è noto, prevede delle novità in  materia di pensioni, ossia delle forme di flessibilità in uscita per determinate categorie di lavoratori e a determinate condizioni.

La flessibilità in uscita previste sono diverse, concentriamoci in questa scheda su APE volontaria, APE social e RITA.

In tutti e tre i casi, si dà la possibilità ai lavoratori di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro 3 anni e 7 mesi prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Diversi sono i requisiti e le condizioni richieste per ciascuna delle tre forme di flessibilità.  Vediamo quali.

APE VOLONTARIA

Requisiti

Spetta ai dipendenti pubblici e privati e ai lavoratori autonomi con 63 anni d’età, quindi a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia, e con 20 anni di contributi.

Cosa deve fare il dipendente

  1. Richiede la certificazione della pensione futura all’INPS, che fornirà informazioni su durata e ammontare dell’Ape e su banche e assicurazioni aderenti all’iniziativa.
  2. Sottoscrive online la proposta e la quantità prescelta dell’Ape e, dopo le opportune verifiche, gli viene accreditato in rate mensili l’importo erogato

Cosa fa l’Inps

Eroga, all’età di vecchiaia, la pensione al netto della rata di ammortamento (inclusiva di restituzione capitale, interessi e assicurazione).

Cosa fa l’Assicurazione

In caso di premorienza ripaga il debito residuo e l’eventuale reversibilità viene corrisposta senza decurtazioni; non ci sono garanzie reali sul prestito.

Trascorsi vent’anni dal pensionamento, quindi restituito il prestito (che è appunto ventennale), la pensione torna al suo livello “normale”.

APE SOCIALE

Requisiti

Spetta ai dipendenti pubblici e privati e ai lavoratori autonomi con 63 anni d’età, quindi a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia, e con 30/36 anni di contributi: 30 per disoccupati, invalidi al 74% almeno o con parenti 1°grado con disabilità grave; 36 per i soggetti con lavori pesanti svolti in via continuativa per almeno 6 anni.

Quali sono i lavoratori che svolgono lavori pesanti?

1.  Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
2.  Conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
3.  Conciatori di pelli e di pellicce
4.  Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
5.  Conduttori di mezzi pesanti e camion
6.  Professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
7.  Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
8.  Professori di scuola pre-primaria
9.  Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati
10.  Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
11.  Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di

Il costo dell’anticipo è carico dello Stato e non del lavoratore, per cui banche e assicurazioni non sono coinvolte come invece nel caso dell’Ape volontaria.

I soggetti che hanno diritto al beneficio ricevono un trasferimento monetario direttamente dall’INPS, pari alla pensione certificata al momento della richiesta (se è inferiore a 1.500 euro lordi) o direttamente 1.500 euro lordi (se la pensione è maggiore).

E’ prevista la possibilità, per il lavoratore con pensione superiore a 1500 euro, di percepire un ‘APE, che si avvicini al suo reddito da pensione atteso, richiedendo la differenza tramite il meccanismo dell’Ape volontaria, pagando un costo minimo solo sulla differenza richiesta.

Come riportato nell’elenco, gli insegnanti della scuola dell’infanzia possono accedere all’APE sociale, quindi anticipare l’uscita dal lavoro senza doversi sobbarcare alcun prestito.

La differenza principale tra APE volontaria e APE sociale sta, alla luce di quanto suddetto, nel fatto che per la prima il costo dell’anticipo è a carico del lavoratore, mentre per la seconda il costo è carico dello Stato.

RITA

Requisiti

Spetta a tutti i lavoratori con più di 63 anni d’età  e sono a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia, e con 20 anni di contributi.

Si dà, pertanto, ai lavoratori la possibilità di utilizzare totalmente o parzialmente il capitale accumulato per ottenere una rendita mensile negli anni che mancano alla pensione di vecchiaia

E’ prevista anche un’agevolazione fiscale: tassazione con imposta sostitutiva, massimo 15% -minimo 9% (0,3% in meno per ogni anno di contribuzione successivo al 15°).

Per approfondire vai alle slide del Governo.

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