Pensioni. Ecco come centrare l’uscita anticipata nel 2017

Pensioni-Oggi_logo14

di Vittorio Spinelli,  PensioniOggi,  20.11.2016

–  Guida alle principali novità contenute nella Legge di Bilancio all’esame del Parlamento per il prossimo anno. Quattro categorie di lavoratori avranno diritto all’APE Agevolata e all’accesso alla pensione anticipata a partire da 41 anni di contributi. Ma l’impianto generale della Legge Fornero non viene smontato. 

pensioni-bilancio1

La presentazione della legge di Bilancio consegna alcune importanti modifiche al sistema previdenziale con le quali molti dovranno confrontarsi per avvicinare l’uscita dal mondo del lavoro. Prima di tutto il lavoratore dovrà controllare se rispetta una delle condizioni per fruire dell’ottava salvaguardiapensionistica, un provvedimento che si rivolge prevalentemente a coloro hanno cessato il rapporto di lavoro dipendente entro il 2011 e che avrebbero maturato il diritto alla pensione negli anni immediatamente successivi. Per accedere allo strumento c’è una scadenza ben chiara che sarà bene non dimenticare: bisognerà produrre istanza di accesso all’Inps o alla DTL, a pena di decadenza, entro il prossimo 1° marzo 2017.

Chi non entra nell’ottava salvaguardia dovrà verificare se può accedere alla pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi) o alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi, 41 anni e 10 mesi le donne) attraverso il nuovo cumulo contributivo gratuito. Questo strumento si rivolge soprattutto a coloro che hanno carriere lavorative discontinue (AGO, Fondi esclusivi e sostitutivi dell’AGO e gestione separata dell’Inps). Consentirà di sommare gratuitamente tutta la contribuzione presente in tali gestioni al fine di guadagnare una prestazione pensionistica senza riflessi negativi sulla determinazione dell’importo dell’assegno (qui ulteriori informazioni). Ad esempio un lavoratore con 38 anni e 10 mesi di contributi da lavoro dipendente ed altri 4 anni di contributi, non coincidenti temporalmente, nella gestione separata potrà virtualmente sommarli per uscire con 42 anni e 10 mesi di contributi. Una novità piuttosto importante che decollerà il prossimo 1° gennaio 2017 e sarà strutturale.

I lavoratori che versano in condizioni di disagio dovranno verificare se rispettano i requisiti per fruire dell’APE agevolato o alla quota 41 per i lavoratori precoci. Entrambe le misure partiranno dal 1° maggio 2017 e saranno rivolte a quattro platee di lavoratori meritevoli di una particolare tutela previdenziale (si veda la tavola sottostante) e saranno soggette a specifici vincoli di bilancio annuali. Ciò significa che se le domande saranno eccedenti rispetto alle risorse annualmente messe a disposizione per queste misure gli interessati potrebbero vedersi negato o posticipato nel tempo il diritto all’accesso alle prestazioni. L’APE sociale consisterà in un sussidio di accompagnamento alla pensione (non sarà pertanto una pensione vera e propria) il cui importo sarà pari al valore della pensione calcolata al momento di accesso alla prestazione entro però un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili (circa 1.250 euro netti al mese) per 12 mensilità. Per accedere all’APE sociale sarà necessario vantare un minimo di 30 anni di contributi (36 anni per i lavoratori impiegati in mansioni difficoltose o rischiose) ed almeno 63 anni di età. La misura sarà sperimentale: durerà sino al 31 dicembre 2018.

La quota 41 sarà riconosciuta a quei lavoratori che possono vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del compimento del 19° anno di età. A differenza dell’APe agevolata lo strumento sarà strutturale, durerà anche dopo il 2018, e consentirà di andare in pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica (dunque con uno sconto di 10 mesi per le donne e di un anno e 10 mesi per gli uomini rispetto agli attuali requisiti per la pensione anticipata). Requisiti che comunque continueranno ad essere agganciati alla speranza di vita Istat dopo il 2018.

Chi non entra neanche nei due benefici sopra citati potrà scegliere eventualmente l’APE volontario. Si tratta di un progetto rivolto a tutti i lavoratori iscritti a forme pubbliche di previdenza obbligatoria con almeno 63 anni, 20 anni di contributi, che raggiungano entro 3 anni e 7 mesi il diritto al pensionamento di vecchiaia nel regime obbligatorio e a condizione che l’importo dell’assegno, calcolato al momento dell’accesso all’APE, non risulti inferiore a 1,4 volte la misura del trattamento minimo inps vigente nell’AGO (cioè circa 700 euro al mese). In questo caso l’anticipo sarà pagato dal settore bancario nella forma del prestito ed il lavoratore dovrà restituire la somma nell’arco dei venti anni successivi al conseguimento della pensione attraverso un prelievo mensile sull’assegno che potrà risultare piuttosto intenso (in media tra il 4,5 ed il 5,5% del valore dell’assegno per ogni anno di anticipo, qui è possibile simulare in anteprima il costo della misura). Anche questa misura, come l’APe agevolato, decollerà il 1° maggio 2017 e durerà sino al 31 dicembre 2018. Poi potrà essere prorogata in base alle risultanze della sperimentazione.

.

.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl