Pensioni, platea più ampia per l’Ape a costo zero

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pensioni-ape5– Non solo disoccupati di lungo corso senza più ammortizzatori sociali e lavoratori con disabili in famiglia o in particolari situazioni svantaggiate. Sarà più ampia la platea dei soggetti “over 63” che potranno optare per l’uscita anticipata verso la pensione attraverso il prestito bancario assicurato a costo zero (grazie a un bonus fiscale), il cosiddetto Ape social. Il Governo, in vista dell’incontro decisivo su tutto il pacchetto-previdenza con il leader sindacali di martedì, il giorno successivo il varo della Nota di aggiornamento del Def (NaDef) che però potrebbe slittare proprio al 27 settembre, sta valutando con attenzione due ipotesi che consentono di allargare il bacino originario senza far crescere troppo i costi complessivi dell’operazione Anticipo pensionistico. Che si dovrebbero mantenere tra i 500 e i 600 milioni.

La prima opzione poggia su un nuovo meccanismo di individuazione di mansioni ad elevato rischio di infortuni sul lavoro attraverso il quale dovrebbero essere inseriti nella platea dei potenziali beneficiari dell’Ape a costo zero almeno una fetta degli operai del settore edile, dei macchinisti e probabilmente anche del personale marittimo imbarcato. Rischierebbero di non far parte di questo bacino gli infermieri e gli insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia per i quali il rischio da infortunio sul lavoro sarebbe medio-basso e non elevato. Il livello di rischio emergerebbe da un nuovo “dispositivo” attivato sulla base dell’incrocio delle banche dati dell’Inail e dei codici Ateco con cui viene identificata un’attività economica anche sulla base della classificazione Istat in collaborazione con altri enti (dall’agenzia delle entrate ai ministeri). Proprio l’Inail starebbe lavorando con i tecnici del Governo agli snodi chiave di questo eventuale “dispositivo” con cui verrebbe ampliata, ma non troppo, la platea originaria dell’Ape social.

La seconda ipotesi è più vicina alle richieste dei sindacati che spingono per garantire la flessibilità pensionistica a costo zero a tutte le categorie che svolgono “mansioni faticose”: dagli operai del settore edile agli autisti passando per infermieri e insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia. L’accesso all’Ape sostanzialmente gratuita sarebbe assicurato dal “criterio soggettivo”, ovvero dall’appartenenza a una delle categorie rientranti nelle “mansioni faticose” anche se con alcuni paletti. Come ad esempio quello del tetto di pensione lorda per beneficiare dell’Ape a costo zero. Che il Governo nelle scorse settimane ha fissato a 1.500 euro lordi (1.200 euro netti) e che invece i sindacati vorrebbero far salire a 1.650 euro lordi proprio per comprendere categorie come i macchinisti e gli operai specializzati. Per non far salire troppo i costi l’asticella potrebbe essere posizionata vicino a quota 1.600 euro (con l’esclusione di alcuni lavoratori).

Ma per evitare il rischio di sforamenti rispetto alla dote prefissata, che sarà messa nero su bianco prima dalla Nota Def e poi dalla legge di Bilancio da varare a metà ottobre dove confluirà il pacchetto previdenza, sta prendendo quota l’ipotesi di collegare l’operazione Ape social per i primi due anni di sperimentazione (2017-18) a un “meccanismo-rubinetto”: accesso garantito all’anticipo pensionistico a costo zero fino all’esaurimento delle risorse messe a disposizione per le categorie di lavoratori in particolare situazione di svantaggio e per quelle impiegate in mansioni faticose o, più probabilmente, ad elevato rischio di infortuni sul lavoro.

La soluzione definitiva sarà quasi sicuramente individuata martedì dopo che i sindacati, anche attraverso la NaDef, saranno stati portati a conoscenza della dote complessiva per il pacchetto previdenza (circa 2 miliardi). Che oltre agli altri due canali per L’Ape (“volontaria” con penalità consistenti per il lavoratore che decide di uscire autonomamente e “aziendale” con il contributo delle imprese per i soggetti interessati da processi di ristrutturazione) prevederà il bonus-quattordicesime (estensione della platea e irrobustimento dell’assegno per chi già percepisce la mensilità aggiuntiva una tantum), ricongiunzioni gratuite, accesso agevolato alla pensioni per i lavoratori impiegati in mansioni usuranti e per i cosiddetti “precoci” (chi ha cominciato a lavorare prima del compimento dei sedici anni di età secondo l’opzione allo studio del Governo). Proprio quello della platea dei precoci da agevolare resta uno degli ultimo nodi da sciogliere insieme al posizionamento del tetto delle pensione lorda per beneficiare dell’Ape a costo zero.

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