Pensioni scuola: no all’arrotondamento dell’anzianità contributiva

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di Lucrezia Di Dio,  Orizzonte Scuola,  24.12.2015.  

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Con la nota n. 40816 del 21 dicembre 2015 il MIUR ribadisce che i lavoratori del comparto scuola non potranno operare alcun arrotondamento dell’anzianità contributiva per accedere alla pensione, sia essa di vecchiaia che anticipata.

La legge 49 del 1997 ha permesso fino al 2012 la possibilità di arrotondare la frazione di mese utili all’anzianità contributiva per i dipendenti pubblici (la cui contribuzione è calcolata in anni, mesi e giorni).

La Riforma Fornero ha cancellato questa possibilità non permettendo più il perfezionamento della pensione anticipata arrotondando i requisiti contributivi richiesti a 41 anni, 9 mesi e 16 giorni di servizio per le donne e 42 anni, 9 mesi e 16 giorni per gli uomini.

Nella nota è chiaramente specificato che “La pensione anticipata, rispetto a quella di vecchiaia, potrà conseguirsi, a domanda, solo al compimento di 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, per le donne, e 42 anni e 10 mesi per gli uomini da possedersi entro il 31 dicembre 2016, senza operare alcun arrotondamento”.

La misura penalizza in modo particolare tutti i dipendenti del comparto scuola che con l’arrotondamento avrebbero raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre che per pochi giorni di servizio in meno dovranno aspettare, per cessare dal servizio un anno in più, e dovranno far slittare la data di pensionamento dal 1 settembre 2016 al 1 settembre 2017. Per i dipendenti pubblici di altri comparti il danno è minore poiché il recupero dei giorni di servizio mancanti non determinerà lo slittamento di un anno della pensione poiché per  loro la decorrenza della pensione è il giorno successivo a quello di raggiungimento dei requisiti.

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