Permessi per la 104/2: stanare i furbetti?

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola,  30.5.2016 

–  Dopo l’analisi del monitoraggio servono azioni rigorose ed efficaci, non grida manzoniane. 

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Con in mano la mappa dei fruitori di permessi per la 104 sarà possibile stanare i furbetti come alcuni organi di informazione hanno affermato?

L’analisi dei dati fotografa un quadro che fa capire, nel confronto con altri settori pubblici e privati, che nella scuola vi è certamente una situazione anomala.

Ma quella analisi non va in profondità e non fa capire dove si possono annidare gli eventuali illeciti.

Intanto sarebbe importante capire se i giorni o le ore di permesso sono fruite da persona disabile per se stesso oppure per assistenza a parenti o affini.

Non è cosa da poco, perché, a quanto riferiscono molti dirigenti scolastici, i permessi sono quasi sempre fruiti per assistenza a familiari.

Un altro dato mancante nel monitoraggio riguarda la residenza del familiare da assistere rispetto alla sede di servizio del personale. Sarebbe quindi interessante sapere quanti sono i dipendenti della scuola che fruiscono dei tre giorni mensili di permesso per assistere un familiare lontano, in altra provincia. Il dubbio che i permessi servano non per l’assistenza sembra più che legittimo.

Molti dirigenti scolastici affermano che la maggior parte dei fruitori dei permessi della 104 abitano in altra provincia. Un caso?

La verifica per stanare i furbetti va, dunque, operata sulla documentazione che attesta il diritto alla assistenza con accertamenti sulle certificazioni mediche e sulle situazioni familiari.

Ma non può essere il dirigente ad effettuare tale verifica, in quanto secondo la Circolare INPS n. 53/2008 “sul datore di lavoro incombe il diritto-dovere di verificare in concreto l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione dei permessi citati, rispetto alla quale non ha alcuna ulteriore discrezionalità, al di là della verifica della sussistenza dei requisiti di legge”.

Tutt’al più può verificare periodicamente che i requisiti dichiarati sussistano ancora.

Quindi, le dichiarazioni un po’ enfatiche di questi giorni sulla fine dei furbetti della 104 vanno concretamente accompagnate da strumenti efficienti di controllo e di intervento.

E i furbetti della 104, come i furbetti del badge, vanno trattati con rigore, a cominciare dalla restituzione della retribuzione goduta nei giorni di permesso non dovuti, per arrivare alla sospensione dal servizio per illecito continuato.

Se all’analisi del monitoraggio non seguono azioni credibili ed efficaci, ci dovremo accontentare delle solite grida manzoniane.

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Permessi per la 104/2: stanare i furbetti? ultima modifica: 2016-05-31T05:22:07+00:00 da Gilda Venezia

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