Personale Docente Educativo: professionalità da valorizzare!

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inviata da M. M. 24.10.2016

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– Giovedì 20 ottobre 2016 l’on.le Maria Marzana, l’on.le Giuseppe Brescia ed un loro collaboratore, hanno accolto presso la sala per il pubblico di piazza del Parlamento 24 una delegazione di Educatori proveniente da verse province d’Italia per esporre l’attuale situazione del personale docente educativo di ruolo e precario.

L’incontro si è rivelato molto proficuo e fin dall’inizio gli onorevoli si sono dimostrati interessati alla nostra figura professionale, rassicurandoci che per loro questa figura professionale va assolutamente valorizzata ed estesa anche all’interno di tutte le scuole e non relegata solamente all’interno dei convitti nazionali o educandati di stato.

Ci hanno, altresì, esposto che già da tempo e con l’aiuto dei loro legali, stanno lavorando per presentare e promuovere, prossimamente in parlamento, un’apposita normativa che riconosca e valorizzi il personale docente educativo.

In un clima di reciproco rispetto ed attenzione, sono emersi i punti cruciali dell’attuale situazione in cui versa, oggi, il personale docente educativo ossia:

  • continuo mancato riconoscimento, da parte del Miur e della sua Amministrazione, del nostro status di “docenti” e, in particolare modo, di docenti “equiparati in tutto e per tutto ai docenti della scuola primaria”;
  • mancata applicazione-estensione della legge 107/2015 al solo personale docente educativo per quanto riguarda il potenziamento dell’organico, il riconoscimento della bonus-Card, la possibilità di far parte di commissioni interne e/o esterne della scuola, ecc.;
  • mancata possibilità, al solo personale docente educativo, di utilizzare il portale web  “istanze-on-line” per inserire anagrafiche del personale docente educativo, con la possibilità di completarla, di volta in volta, con titoli di studio già in possesso e/o acquisiti, con i titoli rilasciati a seguito di percorsi di formazione e/o aggiornamenti, con la possibilità di inserire domande di mobilità, come già avviene per tutti gli altri docenti, richiedendo lo stesso numero di scuole riconosciute ai docenti della primaria e, pertanto, senza la limitazione a sole tre province, ecc.

In questo modo si avvierebbe anche per il personale docente educativo quella trasparenza e rapidità nelle movimentazioni (in particolare nel caso della mobilità) che dovrebbero essere alla base di tutta la Pubblica Amministrazione;

  • ripristino dell’organico del personale docente educativo ai parametri pre-riforma Gelmini, poiché gli attuali parametri stanno portando al collasso i convitti e gli educandati che si ritrovano a dover richiedere  turni al personale docente educativo in servizio anche per tutto l’anno solare, sabato, domenica e festivi compresi, e non solamente per il solo periodo dell’anno scolastico;
  • riconoscimento del “concorso per esami e titoli a personale educativo dell’anno 2000” a “titolo di abilitazione” all’insegnamento nella scuola primaria, come già risulta da sentenze del T.a.r. Lazio che lo hanno equiparato tale…. ma che il Miur si ostina, irragionevolmente, a non riconoscerlo “giustificandosi” che per il passaggio di ruolo alla primaria il personale educativo deve essere in possesso o del diploma magistrale a te 2001 o della laurea in SFP, dimenticandosi continuamente (e volutamente…) che il suddetto diploma magistrale (ma anche la stessa laurea SFP) risulta tale poiché lo è stato dichiarato dai vari Tribunali come pure dalla Corte di Giustizia Europea che lo hanno dichiarato quale “titolo di abilitazione” all’insegnamento nella scuola primaria, proprio come il T.a.r. Lazio ha già più volte dichiarato “titolo di abilitazione” il concorso per esami e titoli a personale educativo dell’anno 2000 e, pertanto, sufficiente per poter accedere all’insegnamento nella scuola primaria.
    Risulta infatti evidente l’interpretazione errata che il Miur da definendo “titoli di accesso” a titoli che in realtà sono “titoli di abilitazione” e che come tali andrebbero considerati (infatti i titoli di accesso sono quelli che ti permettono di accedere ai concorsi pubblici ….ed il concorso pubblico, nel nostro caso ordinario per esami e titoli a personale educativo dell’anno 2000, è stato dichiarato, proprio come gli altri, “abilitante all’insegnamento….).

Ma questo è di difficile accettazione da part del Miur.

  • mancata possibilità del personale docente educativo precario, in possesso del “titolo di abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria”, ottenuto con concorso per esami e titoli a personale educativo dell’anno 2000, ad accedere al concorso pubblico per l’accesso all’insegnamento nella scuola primaria, a fronte del quale rifiuto, O.O.S.S. e legali vari hanno attivato ulteriori ricorsi al T.A.R. Lazio ed al Consiglio di Stato, con esiti, almeno cautelari, finora positivi per i ricorrenti ed ai quali il Miur risulta soccombente.

In attesa, dunque, di una precisa normativa che tuteli e valorizzi questa figura professionale docente e tutta la classe di concorso del personale docente educativo, che ci venga riconosciuto il nostro suddetto concorso “titolo di abilitazione” sufficiente per poter accedere all’insegnamento nella scuola primaria, con facoltà di poter richiedere anche il passaggio di ruolo per l’insegnamento nella scuola primaria, saranno certamente i vari tribunali a doversi esprimere in merito, con il grande rammarico che, così facendo, il Miur continua a spendere soldi pubblici per cercare invano di tutelarsi, dove sa già che finirà con il soccombere alle ordinanze dei giudici e dover, suo malgrado, accettare le sentenze positive a favore dei ricorrenti.

L’incontro si è, quindi, concluso con positivi propositi d’intenti a favore e tutela della figura professionale del personale docente educativo e con il desiderio di tutti i presenti di collaborare per la realizzazione di ciò.

Non possiamo quindi che ringraziare gli l’on.le Marzana, l’on.le Brescia ed il loro collaboratore per averci accolti e per aver raccolto le nostre richieste.

 

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