Piano Nazionale Formazione. Unità Formative, ecco come dovranno essere costituite

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Anna Chiara,   Professionisti Scuola Network  9.11.2016

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– Proseguono gli approfondimenti di PSN sul Piano per la Formazione docenti pubblicato dal MIUR in data 3 ottobre e presentato dall’’Ufficio Scolastico Regionale Campania, in occasione della 3 giorni della scuola “Smart Education & Technology” tenutasi a Città della Scienza a Napoli nei giorni 19,20 e 21 ottobre 2016.

Il riferimento normativo per la formazione dei docenti è la legge 107/2015 che al comma 124 prevede che sia “obbligatoria, permanente e strutturale”. Le prime indicazioni per la progettazione delle attività formative sono state fornite nella nota MIUR N° 2915 del 15/09/2016, secondo la quale le azioni formative per gli insegnanti di ogni istituto sono inserite nel Piano Triennale dell’Offerta formativa, in coerenza con le scelte del Collegio Docenti che lo elabora sulla base degli indirizzi dati dal dirigente scolastico. L’obbligatorietà non si traduce, quindi, automaticamente in un numero di ore da svolgere ogni anno, ma nel rispetto del contenuto del piano.

Il piano può prevedere percorsi anche su temi differenziati e trasversali, rivolti a tutti i docenti della stessa scuola oppure limitati a dipartimenti disciplinari, a gruppi di docenti di scuole in rete, a docenti che partecipano a ricerche innovative con università o enti, a singoli docenti che vogliono dedicarsi ad attività e aspetti specifici della propria disciplina.

Le attività programmate dalla scuola, in relazione ai bisogni formativi espressi dai docenti, dovranno essere coerenti con quanto emerso dal RAV e con le azioni individuate nel PDM, tenendo conto delle priorità del Piano di Formazione Nazionale, che sono elencate in questo pezzo (link pezzo di Anna Chiara).

Al fine di qualificare e riconoscere l’impegno del docente nelle iniziative di formazione, nel prossimo triennio in via sperimentale, le scuole articoleranno le attività proposte in Unità Formative.

Ogni docente, per quest’anno, dovrà svolgere almeno un’unità formativa.

Il MIUR, inoltre, al fine di attuare le priorità contenute nel Piano Nazionale, proporrà dei percorsi di formazione specifici e chiederà ad ogni scuola di individuare un determinato numero di docenti che dovrà parteciparvi, come è già stato attuato per il Piano Nazionale scuola Digitale o per la formazione di referenti e/o coordinatori per i processi di inclusione e disabilità.

Come strutturare una “Unità Formativa (UF)”

Ogni Unità Formativa dovrà indicare la struttura di massima di ogni percorso formativo, nonché le conoscenze, le abilità e le competenze, riconoscibili e identificabili come aspetti della professionalità docente e risultato atteso del processo formativo.

Per quanto non ci siano imperativi sul numero di ore di formazione che ciascun docente dovrà svolgere, a meno che il MIUR non fornisca ulteriori indicazioni ufficiali, per definire la consistenza oraria delle unità formative è possibile, se ritenuto necessario, fare riferimento a standard già esistenti, come i Crediti Formativi Universitari (CFU), laddove ad ogni CFU corrispondono 25 ore di lavoro, che possono includere diverse attività.

Il percorso formativo, infatti, potrà essere costituito non solo dalle attività in presenza, ma da tutti quei momenti che contribuiscono allo sviluppo delle competenze professionali e che possono comprendere: formazione in presenza e a distanza, sperimentazione didattica documentata e ricerca/azione, lavoro in rete, approfondimento collegiale e personale, documentazione e forme di rendicontazione con ricaduta nella scuola, progettazione ecc.

Quali Unità Formative possono essere riconosciute dalle scuole

Le scuole riconoscono come Unità Formative la partecipazione a iniziative promosse direttamente dalla scuola, dalle reti di scuole, dall’Amministrazione e quelle liberamente scelte dai docenti, purché coerenti con il Piano di formazione della scuola.

L’attestazione è rilasciata dai soggetti che promuovono ed erogano la formazione, ivi comprese le strutture formative accreditate dal MIUR, secondo quanto previsto dalla Direttiva 176/2016.

È punto qualificante della progettazione il coinvolgimento di associazioni disciplinari e professionali, università e soggetti che a vario titolo erogano formazione e che siano promotori di didattiche innovative e partecipate, se coerente con il piano delle scuole o delle reti.

Importanza del Portfolio Docenti

Le attività formative saranno documentate nel portfolio personale del docente e portate a conoscenza della scuola di appartenenza, che si impegna a valorizzare in diversi modi, così da ricondurle ad un investimento per l’intera comunità professionale. Alcune aree del portfolio saranno, infatti, visibili ai DS.

Il portfolio, pertanto, potrebbe essere utilizzato dai Dirigenti Scolastici per l’assegnazione dell’incarico triennale e per l’assegnazione del Bonus docenti.

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