Pillole di Faraone: studenti al centro della riforma scuola. 2.500 faranno parte dei comitati di valutazione

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Orizzonte Scuola  3.7.2015.  

Seconda puntata di #labuonascuola spiegata dal Sottosegretario Faraone.

‪#‎ labuonascuola‬ ha un’ambizione. Anzi no. #labuonascuola ha una pretesa: rispondere alle esigenze degli studenti. Che poi tradotto vuol dire: essere all’altezza della loro idea di futuro. E questa pretesa nasce dalla convinzione che tutto ciò che viene “speso” oggi per la scuola è un investimento per il Paese. Gli studenti sono al centro di questo disegno di legge.

Potranno costruire il proprio curriculum opzionale in base a ciò che ritengono utile per il loro domani.

Ci saranno scuole che attiveranno corsi di lingue orientali su richiesta dei ragazzi o altre che inseriranno corsi di diritto.

In questo modo gli studenti avranno un ruolo fondamentale nel determinare il Piano dell’offerta formativa della loro scuola, che altro non è se non la “dichiarazione d’intenti”, il manifesto programmatico di ogni istituto, nel quale vengono definiti gli obiettivi della singola scuola e le risorse a disposizione per raggiungerli.

Il Piano dell’offerta formativa sarà elaborato dal collegio dei docenti su spinta del dirigente scolastico ma sarà approvato dal consiglio d’istituto all’interno del quale sono inclusi studenti e genitori.

Chi prima d’ora aveva dato tanta responsabilità ai ragazzi e alle ragazze? Noi lo facciamo perché crediamo che siano legittimati a dire la propria sul loro percorso.

Non solo: saranno circa 2.500 gli studenti delle scuole superiori di secondo grado che faranno parte del comitato per la valutazione dei docenti. E con loro anche circa 14.500 genitori in tutti gli ordini scolastici.

Avranno il compito di individuare i criteri secondo i quali verranno distribuiti i fondi – 200 milioni, circa 20 mila euro per ogni istituto – per la valutazione del merito degli insegnanti. Ovvero quanto questi riescano a valorizzare l’innovazione nella didattica o lo sviluppo di buone pratiche, per esempio, o come lavorino nei consigli di classe per combattere la dispersione scolastica.

Ma obiettivo de #labuonascuola è anche il coinvolgimento dei territori: maggiore apertura, maggiore partecipazione delle comunità in cui si trovano gli istituti, maggiore coinvolgimento delle imprese, sempre più connesse alle scuole grazie all’attivazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. Più partecipazione vuol dire anche più inclusione. #labuonascuola non fa distinzioni tra i suoi studenti e mette in atto qualsiasi iniziativa che possa agevolare l’inserimento e l’accoglienza di tutti.

Ci saranno corsi e laboratori per aiutare i ragazzi stranieri a imparare l’italiano, realizzati in collaborazione con gli enti locali, le famiglie e i mediatori culturali. Pensate che ostacolo può rappresentare la lingua per chi arriva in un nuovo Paese e non riesce a stare al passo con gli altri perché non riesce a comunicare al meglio. Abbattiamo muri per aprire le strade all’inclusione.

Via anche gli steccati ideologici. #labuonascuola insegna ai ragazzi ad avere rispetto dell’altro, chiunque esso sia: promuove la parità tra i sessi, previene la violenza di genere e tutte le discriminazioni. Vogliamo una scuola incubatrice di cittadini consapevoli e responsabili. E per diventarlo servono sì buoni libri, ma anche ottimi maestri e una vita che sia d’esempio ogni giorno.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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