Pon, i fondi europei in tutta Italia

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Le novità del piano 2014/20120: +40% di risorse per alternanza, dispersione, adulti

di Elena Micucci, ItaliaOggi  28.4.2015

PON

Alternanza scuola-lavoro, formazione professionale dei docenti, attività laboratoriali. E poi promozione delle eccellenze, potenziamento delle competenze chiave, contrasto alla dispersione scolastica. Ancora, potenziamento delle dotazioni tecnologiche e degli ambienti di apprendimento. Infine, sviluppo dei Cpia (Centri per l’istruzione degli adulti) e rafforzamento delle competenze degli adulti. Queste le azioni messe in campo dagli oltre 3 miliardi di fondi europei con il Piano operativo nazionale (Pon) 2014-2020 «Per la Scuola-Competenze e ambienti per l’apprendimento», che il Miur descrive in una circolare operativa inviata il 15 aprile alle scuole per metterle in condizioni di conoscere le opportunità offerte dal Pon.

Un programma plurifondo, che unisce gli stanziamenti del Fers (Fondo europeo di sviluppo regionale) e del Fes (Fondo sociale europeo) con un incremento di risorse del 40% rispetto alla programmazione precedente e che, per la prima volta, non si rivolge solo alle regioni in via di sviluppo del Paese, le 4 regioni convergenza del Sud, ma a tutto il territorio nazionale. Estendendo così i beneficiari alle 8.730 istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, incluse le scuole dell’infanzia.

Ingenti le risorse europei che i Pon attribuiscono al Miur per i 4 assi d’intervento: 3 miliardi 19milioni 300mila euro, destinati per il 70% alle regioni meno sviluppate (Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata), per il 23,6% alle regioni sviluppate (Valle d’aaoista, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio e per il 6,4% alle regione transitorie (Abruzzo, Molise e Sardegna). «Partiamo con una circolare informativa alle scuole, ma già nei prossimi giorni avremo il primo bando che riguarda il cablaggio degli istituti», spiega il ministro dell’istruzione Stefania Giannini sottolineando che le «risorse del Pon sono una straordinaria occasione per qualificare ulteriormente il sistema di istruzione».

Ogni ufficio scolastico regionale avrà una struttura idonea e personale dedicato per garantire supporto alle scuole e l’efficacia delle attività programmate dalle istituzioni che sfrutteranno le opportunità dei fondi europei. Nel Centro Nord si darà particolare attenzione ai fabbisogni connessi alla forte presenza di alunni di origine straniera con il sostegno all’apprendimento della lingua italiana o la formazione degli insegnati sull’italiano L2, ma in queste regioni l’attenzione si focalizzerà sull’apprendimento linguistico attraverso docenti madrelingua o la mobilità studentesca. Borse per la frequenza di scuole estive, invece, per i docenti interessati al Clil, inoltre rafforzamento delle competenze in competer science per i licei e robotica per gli istituti tecnologici.

A stage all’estero e in aziende innovative puntano i percorsi di alternanza scuola-lavoro. Non mancano azioni di sistema per lo sviluppo e il coordinamento degli Its e dei poli tecnici professionali. Sul fronte edilizia scolastica il Pon interverrà nelle sole regioni meno sviluppate, mentre nel Centro Nord si potranno utilizzare i programmi regionali. Particolare rilevanza assumeranno le azione di sostegno delle scuole nel miglioramento delle capacità di autovalutazione e valutazione in linea con il Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione. Del resto, proprio la metodologia di intervento del Pon per la singola scuola prevede la predisposizione di un piano integrato di intervento come piano di miglioramento sulla base di un’autodiagnosi.

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