Porte aperte a 1.500 nuovi presidi

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– Porte aperte per 1.500 nuovi presidi. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha deciso di “prendere di petto” il fenomeno delle reggenze, ed entro l’anno, dopo una serie di rinvii, è pronta a bandire un nuovo concorso per dirigenti scolastici (nella rinnovata veste del corso-concorso ). L’obiettivo è coprire tutti i posti vacanti e disponibili quest’anno (sono circa 800, a cui vanno, però, tolte un centinaio di posizioni che residuano dalla precedente selezione Profumo del 2011 relative alle regioni Abruzzo e Campania), e anche quelli che si libereranno nei prossimi tre anni (2017-2020) per effetto del turn over.

Le stime ministeriali
Secondo le stime degli uffici ministeriali si tratta di mettere a bando 1.500 posti; e, se le tempistiche saranno rispettate con le prime immissioni in ruolo già il prossimo settembre, si consentirà di ridurre in modo cospicuo gli istituti affidati a un preside “supplente”: oggi sono quasi 1.400 le reggenze assegnate dagli Uffici scolastici regionali a fronte di un totale di circa 7.200 dirigenti. In pratica, se tutto andrà liscio, le reggenze si limiteranno ai soli 335 istituti sotto dimensionati (e che per legge non possono essere diretti da un preside di ruolo).

I passaggi successivi
Per arrivare al traguardo mancano ancora alcuni passaggi amministrativi fondamentali. Il primo è l’emanazione del regolamento del corso-concorso: il Miur ha predisposto il testo a metà giugno, e da quanto si apprende, ieri è arrivato l’atteso disco verde del Consiglio di Stato. Dopo la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, si potrà emanare il bando che dovrà ricevere, comunque, l’ok da Mef e Funzione pubblica.

Le nuove modalità del corso-concorso
Si lavora per partire a dicembre/inizi del nuovo anno. Oltre ai posti messi a bando, la selezione farà scattare anche altre novità: il nuovo corso-concorso, infatti, sarà per la prima volta su base nazionale, e gestito interamente dal Miur. Secondo la bozza di regolamento predisposta dal ministero di Viale Trastevere a cambiare sarà pure l’iter d’esame, composto da: preselezione, scritto e un orale. E, a seguire, un corso di 4 mesi e un tirocinio di ulteriori 4 mesi. La prova preselettiva si baserà su 50 domande a risposta chiusa. Per lo scritto sono previste cinque domande a risposta aperta, di cui una in lingua (a scelta tra inglese, francese, tedesco, spagnolo). L’orale verterà sulle materie dello scritto, e durante il colloquio saranno verificate anche le conoscenze linguistiche e informatiche del candidato (il Consiglio di Stato ha chiesto espressamente più domande di informatica all’orale). I punti massimi ottenibili sono: 100 per lo scritto, 100 per l’orale, 30 per i titoli. Scritto ed orale saranno superate con un minimo di 70 punti.

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